Google Sightseeing ti porta a fare un giro del mondo visto dal satellite, utilizzando il programma gratuito Google Earth, oppure Google Maps nel tuo browser. Ogni giorno vi presento nuovi, strani e affascinanti luoghi proposti dai lettori.

Alexei

La città inquinata di Noril’sk

Posted by Alexei, Martedì, 3 Novembre 2009

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La città di Noril’sk si trova 320 km a nord del Circolo Artico, nella fredda tundra Siberiana. E’ la seconda città più grande sopra il Circolo Artico (dopo Murmansk), nonché la città più settentrionale del mondo con una popolazione superiore ai 100 mila abitanti. Inoltre, Noril’sk detiene la nomea, poco invidiabile, di città più inquinata della Terra a causa delle massicce estrazioni di nichel.

A causa dell’inquinamento non c’è nemmeno un albero nel raggio di 45 km dalla più grande delle 4 fonderie, Nadezhda1, e si stima che Noril’sk contribuisca per l’1% del diossido di zolfo rilasciato nell’atmosfera terrestre.

La città fu costruita con l’utilizzo della forza lavoro dei Gulag, sotto la direzione di Iosif Stalin e dall’alto si vede perfettamente la pianificazione cittadina Stalinista con i blocchi di palazzi popolari spaziati da larghi viali.

Nel 1953-54 i lavoratori prigionieri, impiegati nella costruzione della città, hanno indetto la cosidetta rivolta di Noril’sk. La rivolta era disarmata e dunque il termine coniato dalle autorità per definirla era “insubordinazione di massa”. Sebbene il dissenso fosse un sentimento diffuso nei Gulag, la rivolta di Noril’sk fu la più grande manifestazione di questo tipo sotto il ferreo governo di Stalin.

Tantissimi lavoratori prigionieri sono morti in condizioni estreme durante la costruzione della città: Noril’sk è ricoperta dalla neve circa 250-270 giorni all’anno, con temperature registrate che arrivano fino a -58°C.

Dopo aver letto tutto questo, probabilmente siete pronti per prenotare la vostra prossima vacanza in questa simpatica utopia. Non correte troppo! Noril’sk è chiusa agli stranieri che non hanno una ragione veramente valida e i viaggi in città sono ristretti anche per i cittadini Russi. Chissà se il divieto è legato al desiderio di nascondere il livello di inquinamento o alla presenza in zona di tanti silos per gli ICBM. Avete altre teorie?

Maggiori informazioni a proposito di Noril’sk le potete trovare su Wikipedia.


  1. Nadezhda” dal Russo si traduce come “speranza”. 

Cimiteri dell’Atlantico

Posted by Alexei, Lunedì, 2 Novembre 2009

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La rocciosa Costa Orientale dell’America Settentrionale è circondata da isole e dune rocciose che, sin dall’inizio dei viaggi transatlantici, hanno sempre rappresentato un problema traditore per le navi. Tanti dei famosi naufragi sulla costa sono il risultato delle barriere di sabbia – non profondi cumuli di sedimenti mobili, spesso nascosti appena sotto la superficie dell’acqua ed impossibili da vedere di notte. Le navi andavano contro le invisibili barriere di sabbia, spesso subendo grossi danni e finendo arenati quando la marea s’abbassava.

Diverse isole e altre particolarità costali, famose per attirare i naufragi grazie alla presenza delle barriere di sabbia, hanno ricevuto il sinistro soprannome di “Il cimitero dell’Atlantico”.

1. Sable Island, Nuova Scozia (Canada)

Sable Island è una barriera1 stretta e lunga 42 km, a forma di luna crescente, posta a circa 180 km dalla costa della Nova Scozia. Probabilmente il Cimitero dell’Atlantico più antico e meglio documentato, tra il 1583 e il 1999 la Sable Island ha condotto più di 350 navi alla loro fine.

Quasi tutti i naufragi oggi sono stati spazzati via o sepolti nelle sabbie mobili e sulle immagini di Google non si vede alcun resto di nave; ma le precarie barriere di sabbia sono visibili appena al largo della costa dell’isola.

Il governo della Nuova Scozia ha prodotto una mappa con i luoghi, i nomi e le date di circa 200 naufragi della Sable Island accaduti tra il 1797 e il 1946.

Oggi la Sable Island è una riserva naturale, conosciuta più per i suoi cavalli selvaggi e le sue speci endemiche che non per la sua oscura storia nautica.

2. Cape Cod, Massachusetts (USA)

Forse l’oggetto geografico più evidente del Massachusetts, il Cape Cod è un grande “gancio” che si estende dalla costa meridionale dello stato. Conosciuto oggi come il principale luogo di villeggiatura marina e come campo giochi per l’upper class della New England, il Cape Cod è stato uno dei primi posti ad essere visitati e insediati dagli Europei nel Nuovo Mondo. Come risultato è diventato anche un’importante destinazione per le spedizioni sin dai tempi coloniali fino all’Ottocento.

Mentre la lunga penisola offre alle acque interne della Baia di Cape Cod un’eccelente protezione dalle tempeste e dalle forti correnti oceaniche, l’interazione con l’oceano genera tante lunghe e pericolose barriere di sabbia. Si pensa che più di 3 mila navi siano andate distrutte al largo della costa di Cape Cod tra il 1626 e il 1898, comprese le navi della Guerra d’indipendenza americana come l’HMS Somerset. Più di 20 fari sono posizionati sulla costa orientale del Cape Cod per avvertire i navigatori del pericolo.

La grande quantità di naufragi sul Cape Cod l’hanno resa un paradiso per i “mooncussers“, un termine dispregiativo che indica i frugatori di rifiuti che, appena scoperta una nave arenata, accorrono in tanti per raccogliere il cargo disperso e altri oggetti per poi venderli. Durante quel tempo il Cape Cod era conosciuto come “Un cimitero di navi“.

Di recente, i resti della goletta del Novecento, lunga 15 metri, si sono arenati su Newcomb Hollow Beach, ben preservati dalle sabbie mobili per circa 90 anni. Ciò significa che voi potreste essere i primi a trovare altri resti non ancora scoperti dalle immagini satellitari.

3. Outer Banks, Carolina del Nord (USA)

Dalla Carolina del Nord alla bocca della Baia di Chesapeake in Virginia ci sono una serie di barriere di sabbia conosciute con il nome di Outer Banks. Come le lunge e curvate coste di Sable Island e Cape Cod, questo litorale è stato responsabile di più di mille naufragi a partire dal 1526. Come gli altri, anche questo tratto viene chiamato “Cimitero dell’Atlantico”, ma inoltre ospita anche il Graveyard of the Atlantic Museum

La costa tra la Carolina del Sud e il Virginia è piena di navi affondate, tante delle quali sono militari, come nel più famoso tra i naufragi della zona, quello dell’USS Monitor, una vecchia nave da guerra rivestita d’acciaio che prese parte alla guerra civile americana. L’associazione degli esploratori subacquei (Association of Underwater Explorers) ha una mappa che mostra alcuni dei naufragi più importanti al largo della costa della Carolina del Nord.

(Un’altra area conosciuta per i naufragi sono le Florida Keys, con centinaia di navi andate distrutte fino al 1733. A quest’area non fu concesso il nome di “Cimitero dell’Atlantico” ma è conosciuta come Sentiero dei naufragi.)

Maggiori informazioni a proposito di Sable Island, Cape Cod e Outer Banks le potete trovare su Wikipedia.


  1. La barriera in sostanza è solamente una specie di barra di sabbia di dimensioni maggiori. 

5 posti nel mondo infestati dai fantasmi

Posted by Alexei, Sabato, 31 Ottobre 2009

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Volete vedere un fantasma? Non avete paura del buio? Abbiamo da farvi vedere l’elenco delle 5 destinazioni più infestate dai fantasmi 1. Prendete una torcia e cominciamo…

Sono molti i posti che possono pretendere di essere infestati, ma in ogni elenco se ne trovano alcuni che si presentano sempre. La piantagione di Mirto in St. Francisville, Louisiana, è uno di quelli ed è considerata come una delle destinazioni più infestate degli Stati Uniti. Costruita nel 1794, sulla proprietà si vocifera che sia stata teatro di circa 10 omicidi e residenza di 12 fantasmi. I visitatori hanno dichiarato di aver sentito passi su e giù per le sale, di aver visto fantasmi di bambini correre in giro e persino di aver parlato con fantasmi di schiavi che gli hanno fatto domande sulle facende domestiche. Volete visitarla? Avanti, riservate una stanza, perché attualmente questo posto è un fiorente bed & breakfast.

La nostra seconda fermata non è un luogo specifico, ma un intero paese. Con il boom degli show TV e dei giornali che parlano di paranormale, Singapore sta velocemente diventando un focolaio di attività per aspiranti cacciatori di fantasmi. In giro per la città ci sono numerose storie di fantasmi da raccontare. Un luogo, si dice, è infestato da un’intera famiglia, autrice di un suicidio collettivo. Pare che un altro palazzo, in Changi Beach, sia posseduto da un fantasma a cui piace dare schiaffi agli ospiti della casa! C’è di peggio però… nel Bedok Tenant House, presumibilmente, un fantasma ha veramente ucciso una donna. La vittima, in seguito, è diventata un fantasma urlatrice! Forse tutto questo è un po’ troppo pauroso ed è meglio se rimanete in città. Beh, state attenti nella metro! Sembra che ci siano fantasmi senza teste che corrono per le stazioni terrorizzando i passegeri!

La terza fermata la facciamo in Inghilterra, nella famosa Torre di Londra. GSS originale visitò la torre nel 2005 e l’aggiornamento delle street views ora ci ha dato una prospettiva dalla strada. La torre fu costruita nel lontano 1078 ed è facile immaginare che ci siano un bel po’ di storie da brividi da raccontare. Gli ospiti sostengono di avere visto numerose ombre che raffigurano la violenta morte della Contessa di Salisbury. Lei cercò di fuggire dalla sua esecuzione programmata nel 1541, ma fu rincorsa e ammazzata dal boia con un’ascia. Altri hanno affermato di avere visto fantasmi leggendari come la decapitata Ann Boleyn. Quest’ultima viene vista spesso dai turisti in giro per la proprietà con la sua testa nelle mani.

Di nuovo negli Stati Uniti, la Queen Mary in pensione spesso viene nominata la nave più infestata dai fantasmi del mondo. Ormai ancorata in modo permanente in Long Beach in veste d’albergo, questa nave oceanica di linea ha ospitato una notevole quantità di film e di programmi TV sui fantasmi sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. I visitatori hanno testimoniato di essere stati toccati da dita invisibili nelle loro stanze, di avere sentito colpi e movimenti in giro per la nave e hanno persino parlato di un soldato che invoca aiuto dalla sala macchine. Strana coincidenza, ma nel 1966 un soldato è rimasto schiacciato a morte proprio lì.

Per la nostra ultima fermata siamo in Scozia, nella struttura forse più posseduta al mondo. Il luogo su cui sorge il castello di Edimburgo venne occupato dall’uomo all’età del bronzo e il castello attuale è datato al XIImo secolo. La struttura risiede su una roccia vulcanica alta 80 metri, con delle scogliere ripide intorno, visibili dalla macchina delle street views. Le storie dei visitatori vanno dai racconti di vaganti prigionieri di guerra a batteristi senza testa e a cani fantasma. Alcuni dicono persino di aver sentito le note di un suonatore, morto secoli fa, provenire dagli antichi tunnel del castello. La storia racconta che il suonatore di cornamusa scoprì i tunnel qualche secolo fa e cominciò a suonare la sua musica di modo che le persone in superficie potessero sentirlo e mappare il suo avanzamento. Poi, a un certo punto, la musica s’interruppe e il suonatore non venne mai ritrovato. Più di 2 millenni di storia certamente significano che se mai deciderete di visitare il castello e le sue prigioni, di sicuro non sarete soli.

Guardate su Google per altre fantastiche storie di fantasmi per ciascuno di questi posti. Su Wikipedia c’è un’ottima informazione storica sulla Torre di Londra e sul Castello di Edimburgo. E, se siete abbastanza coraggiosi, passate una notte prenotando una stanza sulla Queen Mary o nella Piantagione di mirto.

Ringraziamenti speciali: Greg, Sergio, Will, Mike, Gareth, Jeff, Kate, Dave, Michele, Ron, Max, James, Ned, Robert, Terry, Boris, Benjamin, Matt, Paul, 7up7, Steve, e Larry per i suggerimenti e i link!


  1. Non è un top 5, ma 5 validi luoghi da descrivere. 

Il cestino per acquisti più grande del mondo

Posted by Alexei, Martedì, 27 Ottobre 2009

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Gli automobilisti che percorrono la State Route 16, attraversando Licking County in Ohio, possono essere perdonati quando pensano di essere al volante da troppo tempo quando vedono un cestino per gli acquisti gigante apparire all’orizzionte.

Cestino gigante

Comunque non si tratta di un’allucinazione indotta dalla guida — è il quartier generale della Longaberger Company, famosa per i suoi cestini di legno fatti a mano. Il suo fondatore, Dave Longaberger, era un uomo con un sogno — e in questo sogno era compreso di andare al lavoro dentro a un cestino di 7 piani. Quando altri uomini gli dissero che questo non era possibile, lui rispose: “Se possono mandare un uomo sulla luna e poi riportarlo a casa, allora possono anche costruire un palazzo a forma di cestino”. E aveva ragione.

Longaberger HQ

L’edificio è costato 30 millioni di dollari e ci sono voluti più di 2 anni per la costruzione; è stato completato nel Dicembre del 19971. I numeri sono impressionanti: il palazzo prende la forma da un modello in scala 160:1 del prodotto più venduto di Longaberger, cestino Medium Market Basket, le cui misure sono 60 metri di lunghezza e 30 metri d’altezza. La struttura è fatta d’acciaio, rivestita da stucco disegnato per creare l’effetto di un cestino (che sembra confondere la tecnologia dell’oscuramento dei volti delle Street Views!). Le maniglie sono lunghe 100 metri, pesano 75 tonnellate ciascuna e sono persino riscaldate durante l’inverno per prevenire la formazione del ghiaccio e la sua possibile caduta sul tetto di vetro. (Inoltre, creano una simpatica ombra). Sul lato dell’edificio, replicando le etichette presenti sui cestini normali, ci sono delle giganti targhe, che pesano 340 chili ognuna e sono ricoperte da fogli d’oro.

Oscuramento Ombra

Questo, tuttavia, non è l’unico cestino gigante da questi parti. Nel vicino Dresden2, dove è stata fondata l’azienda Longaberger, c’è un cestino da picnic lungo 14 metri, fatto di vero legno di acero. Purtroppo, le immagini non sono in risoluzione così alta da vederlo in tutta la sua gloria (crediamo che sia questo), ma potete vedere le immagini qui. E nel Longaberger Homestead, un kitsch outlet di vecchi tempi, nel Frazeysburg, si trova un gigante cestino di mele. Di nuovo, le immagini non sono buone, perciò non perdetevi queste fotografie (mele giganti comprese!)

Dresden homestead

Maggiori informazioni sulla creazione del quartier generale di Longaberger le potete trovare su Elevator World, oppure visitate il sito ufficiale.


  1. Purtroppo, Dave Longaberger si è ammalato di tumore quando l’edificio è stato completato ed è morto nel 1999. I suoi ambiziosi piani di costruire altri palazzi a forma di cestini sono stati apparentemente archiviati dalla seguente generazione dei Longaberger, che ora gestiscono l’azienda. 

  2. Che si auto-chiama con il nome di Basket Village USA

Naufragi nel Sahara

Posted by Alexei, Lunedì, 19 Ottobre 2009

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Emm, naufragi nel Sahara? Eh si, naufragi nel deserto! Vabbeneeee, è una costa, ma è nel Sahara :-)

Appena giù sulla riva c’è un altro relitto e zoommando ne abbiamo trovato un terzo!

Su Flickr c’è un’immagine di un naufragio sulla costa del Sahara Occidentale, ma non sembra che si tratti di nessuno di questi tre! Qualcuno riesce a trovarlo?

Aggiornamento: Un nostro lettore, Brandon, ha trovato altri 6 naufragi stupefacenti su questa striscia di costa! Gli ultimi due sono appena dopo la frontiera con il Marocco, ma per questa volta va bene lo stesso :D

Grazie: Patrick!

Aeroporto Luzamba: il posto degli aerei schiantati

Posted by Alexei, Venerdì, 16 Ottobre 2009

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Se siete un flier nervoso, fate bene ad evitare l’aeroporto Luzamba, nell’Angola settentrionale1. E non tanto perché qui sono caduti diversi aerei (circostanza non così rara) — ma più che altro perché qui gli aerei schiantati vengono lasciati in giro.

Aeroport Luzamba

Ce ne sono almeno quattro: il primo, sul lato nord della pista, è un Antonov An-26 della Air Angola, che ha oltrepassato la pista nel Febbraio del 1999, uccidendo 2 delle 36 persone a bordo. Il rapporto del’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile suggerì che l’equipaggio potesse essere ubriaco. C’è una foto dei rottami su Panoramio2.

Antonov distrutto Antonov distrutto

Dall’altra parte dell’aeroporto, e apparentemente in stato migliore, c’è un L-100-30 Hercules (una versione civile del C-130) della Transafrik. Anch’esso ha oltrepassato la pista qualche mese dopo. Fortunatamente non ci sono state vittime in questo incidente. Di nuovo, su Panoramio c’è una foto che rivela che l’aereo è stato spogliato dei motori e di altre parti recuperabili.

Hercules distrutto Hercules distrutto

Negli alberi ad est della pista ci sono altri 2 aerei precipitati: uno sembra essere grande quanto un Hercules, mentre l’altro è molto più piccolo e si trova ad una distanza di circa 50 metri. Una ricerca estensiva da parte di Google Sightseeing (o un po’ di Googling, se volete chiamarlo così) non è stata sufficente a identificare questi 2 aerei, nonostante su Panoramio ci sia una loro foto. Tra l’altro sembra che siano lì già da un bel po’ di tempo. Qualcuno riesce a identificarli?

Due aerei precipitati Aereo misterioso

Infine, è difficile dirlo dalla vista dall’alto, ma questo potrebbe essere un altro pezzo di rottami aerei, appena dall’altra parte della pista?

rottami

Grazie: John.


  1. Non che questo paese sia una grande meta turistica, visti gli effetti della guerra civile, durata 27 anni. 

  2. Etichettato erroneamente come An-24. 

Eyam – villaggio della peste

Posted by Alexei, Giovedì, 15 Ottobre 2009

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Eyam è uno dei più pittoreschi villaggi nel Peak District National Park, la cui storia ha assunto un particolare significato in seguito alle numerose azioni che gli abitanti fecero nel tentativo di isolarsi, a metà del XVII secolo, per prevenire la diffusione della peste, nonostante l’ingente numero di morti.

Eyam

La peste venne portata nel villaggio, nel 1665, dalle pulci presenti nei carichi di tessuti. Il primo caso di morte fu registrato una settimana dopo, in seguito la malattia si estese velocemente alle case intorno, oggi conosciute come I cottage della peste.

Plague Cottages

I paesani, guidati dai pastori della Chiesa, attuarono misure per restringere la diffusione della malattia, come l’obbligo per le famiglie di sepellire in proprio i loro morti e la limitazione dei contatti con gli estranei. Le funzioni religiose venivano svolte all’aperto nel Cucklett Delph, una valle vicina.

Eyam

La peste uccise circa 260 persone, su 350 che abitavano nel villagio, e i ricercatori non sanno spiegarsi il perché alcuni di essi riuscirono a sopravvivere. Elizabeth Hancock perse suo marito e 6 figli in 8 giorni ma non si ammalò. La sua famiglia è sepolta ad una certa distanza dal villaggio, in un appezzamento conoscuito come tombe Riley.

Eyam

Il villaggio quarantenò se stesso efficacemente, rifiutando alcun contatto con le persone delle comunità intorno. Gli abitanti inventarono i modi più arrangiati per ricevere e pagare beni senza incontrare persone esterne faccia a faccia. Difficilmente visibile su Google Maps, ma punto di riferimento per gli escursionisti, la Boundary Stone si trova su un sentiero a Stoney Middleton. La pietra ha parecchi buchi scolpiti sopra – gli abitanti di Eyam riempivano questi buchi con l’aceto nel tentativo di disinfettare le monete che lasciavano come pagamento per i viveri e le medicine qui consegnate.

Eyam Boundary Stone

Un simile escamotage venne usato anche a nord del villaggio, al pozzo del Reverendo Mompesson.

Eyam

C’è un piccolo museo che racconta la triste storia e tante pietre miliari riportano segni informativi per i turisti che girano intorno al villaggio. In rete si possono trovare informazione su Wikipedia e sul sito di Eyam Plague Village.

Arte sui tetti dei fienili in Indiana

Posted by Alexei, Mercoledì, 14 Ottobre 2009

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Nello stato dell’Indiana, a quanto pare, gli agricoltori locali hanno una lunga tradizione di decorazione dei tetti dei loro fienili con delle immagini interessanti. Non siamo riusciti a trovare delle informazioni sulle ragioni o sui motivi storici del perché facciano così, ma l’angolatura ripida dei tetti rende queste immagini ben visibili da terra – quindi presumibilmente si tratta di motivi pubblicitari.

Ci sono migliaia di questi tetti decorati in tutto il Midwest degli Stati Uniti, ma oggi ci auto-limitiamo a quelli che si trovano nell’Indiana, perchè altrimenti rimarremo su questo post per sempre.

Basandosi solamente sul numero di tetti sui quali sono raffigurate delle [mucche],[cow5] possiamo supporre che ci siano numerosi [lattai][cowdiary] nell’Indiana. Sono forti anche con i maiali.

Il numero di proprietà con dei cavalli è piuttosto impressionante, ma probabilmente ci sono più immagini raffiguranti un cavallo da lavoro più moderno, il trattore.

Sapete, pare che ci siano diversi temi comuni qui. Qualcun altro pensa la stessa cosa? Guardate, un altro trattore. Solo che stavolta c’è scritto anche “MAKIN BACON”! Figo.

Probabilmente qualche persona ha deciso di spingersi oltre, visto che questi 2 tetti mostrano l’uso di una specie di “scenario”.

Certamente, in alcune occasioni, esistono anche degli immobili su cui i proprietari promuovono altri tipi di specie, come anatre, polli e cervi.

In realtà, non è tutto! Infatti non possiamo dimenticare i lama multi-colorati.

Forse qualcuno si è reso conto della mancanza di varietà nella scelta delle opere impresse sui tetti dell’Indiana, questo potrebbe spiegare la presenza di questo eccellente pezzo di violazione del copyright della Disney.

Presumibilmente anche il prossimo pezzo è stato creato in nome dell’arte – a meno che da queste parti non ci siano allevamenti di unicorni!

Per il massimo di arte sui tetti immaginabile, guardate Ohio Barns.com.

Grazie: Adriano e Felippo.