Google Sightseeing ti porta a fare un giro del mondo visto dal satellite, utilizzando il programma gratuito Google Earth, oppure Google Maps nel tuo browser. Ogni giorno vi presento nuovi, strani e affascinanti luoghi proposti dai lettori.

Alexei

Shot Towers

Posted by Alexei, Giovedì, 19 Novembre 2009

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La Phoenix Shot Tower, a Baltimora, è stata eretta nel 1828 ed è alta 71.3m, cosa che, all’epoca, la rese la struttura più alta degli Stati Uniti, nonché la torre in muratura, che si regge da sola, più alta del mondo1.

Questo tipo di torre, in Inglese “shot tower”, fu inventata da un Inglese nel 1783 e presto si diffuse per il mondo come il miglior metodo per la produzione di piombini per fucili.

Il processo consiste nel versare piombo fuso attraverso un settaccio di rame posto sulla cima della torre, in modo che le gocce, cadendo dalla torre, prendano, durante la discesa, la forma di piccole palle perfette. Il piombo a quel punto cade in una vasca d’acqua situata al fondo, andando a formare il piombino.

Ai giorni nostri i piombini vengono fatti utilizzando la centrifuga, perciò ormai rimangono solo una manciata di quelle che una volta erano delle torri onnipresenti nel mondo.

La più grande shot tower mai costruita è la Clifton Hill Shot Tower di Melbourne, alta 80.16 metri.

Probabilmente era piuttosto impressionante nel 1882, anno del suo completamento, ma, secondo gli standard delle alte torri di oggi, questa è minuscula!

Maggiori informazioni a proposito delle shot towers le potete trovare su Wikipedia in Inglese.


  1. La shot tower di Baltimora in realtà è rimasta la più altra torre in muratura che si regge da sola fino al 1884, anno in cui la corona è passata al Monumento di Washington

Prima e dopo: Greensburg, Kansas

Posted by Alexei, Mercoledì, 18 Novembre 2009

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Semmai vi servisse un promemoria per ricordare quanto potente possa essere Madre Natura vi basterà guardare la città di Greensburg, in Kansas.

Piccola cittadina nel cuore degli Stati Uniti, Greensburg ha avuto la sua parte di severe condizioni avverse nel corso degli anni. Ora, grazie alle immagini riprese in momenti diversi, possiamo vedere un drammatico raffronto del prima e dopo della storia di questa città.

La vista aerea sulla città rivela una comunità molto simile a tante altre sparse nel Kansas. Passando alle street views notiamo subito una storia completamente diversa. Il 4 Maggio 2007 più del 95% della città venne distrutta dal passaggio di un tornado1 grande 2.7 km, della scala EF5, che ha attraversato la città. Il National Weather Service ha registrato venti a 330km/h durante la tempesta, che ha ucciso 11 persone.2

Guardando per la città, nella macchina virtuale delle Street Views, è difficile trovare qualcosa, costruita prima del tornado, rimasta in piedi ancora oggi. La maggior parte delle strutture visibili nelle Street Views, compreso il serbatoio idrico a torre, sono stati ricostruti dopo.

In Greensburg si trova il pozzo scavato a mano più grande del mondo, profondo 33 metri con un diametro di circa 10 metri3. Conosciuto come “Big Well” (Pozzo Grande), il suo museo venne completamente distrutto dai venti, ma il meteorite di 450 kg, conservato nel museo, è sopravissuto ed è stato trovato alcuni giorni dopo tra le macerie4.

Oggi Greensburg sta diventando una città “verde”. La ricostruzione viene effettuata con l’ausilio di materiali ecologici. Vicino alla città è in costruzione una nuova fabbirca per produrre case modulari ultra-verdi e per la prima volta si può ammirare un complesso di 4 turbine a vento da 2.5 megawatt per soddisfare l’intero fabbisogno d’energia. Forse il nome della città è solo una coincidenza, ma Greensburg presto potrà diventare la città più verde degli Stati Uniti.

Informazioni sul tornado di Greensburg le potete trovare su Wikipedia, mentre sul loro sito potete leggere qualcosa a proposito degli sforzi per la ricostruzione della città.


  1. Il tornado fu il primo EF5 registrato dopo l’introduzione, avvenuta nel 2007, della Scala Fujita potenziata

  2. Comunque migliaia di persone furono salvate dall’allarme di condizioni metereologiche avverse, dato 20 minuti prima dalle sirene speciali. 

  3. In verità solo il Pozzo di S. Patrizio in Italia è più grande. 

  4. Persino venti a 330 km/h non possono smuovere una roccia da 450 chili! 

Ponti di Calatrava

Posted by Alexei, Martedì, 17 Novembre 2009

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Santiago Calatrava è un famoso architetto Spagnolo. Quest’oggi esamineremo il suo innovativo operato nel campo della costruzione dei ponti.

Uno dei primi incarichi di Calatrava, che lo aiutò a formare la sua reputazione internazionale per l’ingegneria civica, fu il ponte Bac de Roda in Barcellona. Come la maggior parte dei suoi lavori, questa struttura è completamente bianca.

Ponte Ponte Bac de Roda

Eretto sulla zona destinata allo sviluppo pre-Olimpico della città, il ponte usa cavi metallici, un metodo utilizzato in tanti successivi proggetti di Calatrava, tra i quali il Puente del Alamillo in Siviglia, che possiede un’asta alta 142 metri.

Puente del Alamillo Puente del Alamillo

Simile nel proggetto al Sundial Bridge, pubblicato in precedenza sul GSS originale, il Puente del Alamillo faceva parte dei lavori effetuati a Siviglia in occasione dell’Expo ‘92.

A Buenos Aires, il Puente de la Mujer, lungo 100 metri, utilizza la stessa tecnica, ma l’asta è inclinata in avanti anziché all’indietro. In questo caso, l’asta supporta anche la sezione del ponte che ruota intorno di 90 gradi per permettere il passaggio del traffico di navi, andandosi a poggiare sopra un pilone, visibile nel fiume verso sud.

Puente de la Mujer

Di solito i ponti di Calatrava sono riconosciuti come simboli delle comunità che li hanno fatti costruire, tuttavia ci sono stati alcnune eccezioni. A Bilbao, il Zubizuri ha ricevuto critiche su diversi fronti.

Zubizuri

Il ponte Zubizuri è formato da mattoni di vetro che, apparentemente, si rompono facilmente e diventano molto scivolosi a contatto con la pioggia. Inoltre, la posizione del ponte, sulle rive del fiume (anziché su una strada elevata), lo rese poco pratico da utilizzare, costringendo la città alla costruzione di un passagio pedonale di connessione – la struttura curvata a sinistra del ponte. Calatrava interpretò questa cosa come un danno alla sua creazione e, incredibilmente, vinse 30 mila euro con una causa.

Ancora, il Ponte della Costituzione di Calatrava a Venezia – presente ancora in costruzione su Google Maps, ma effetivamente completato un anno fa – ha fatto nascere una controversia per il prezzo troppo elevato, inacessibile a chiunque non sia in grado di salire i suoi tanti scalini e troppo vicino ad uno dei ponti originali che attraversano il Canal Grande.

Ponte di Venezia

Chiamato come uno degli scrittori più famosi1 di Dublino, il James Joyce bridge ebbe un’accoglienza migliore da parte pubblico locale, forse perché il progetto rispecchia i tanti altri ponti inarcati su Liffey. Comunque, come Zubizuri, qeusto ponte ha un passaggio pedonale fatto da blocchi di vetro2 – sebbene la sua rifinitura smerigliata lo renda più sicuro visto il climato Irlandese!

James Joyce Bridge

Un altro dei ponti di Calatrava, chiamato con il nome di un altro scrittore – Samuel Beckett – è in costruzione verso est. Sarà un ponte mobile, molto simile al Puente de la Mujer.

Infine, lo spettacolare Chords Bridge in Gerusalemme, è uno dei recenti progetti più famosi di Calatrava, ma, purtroppo, non è ancora visibile su Google Maps.

Grazie: Redder Zooming.


  1. La casa sul lato sud del ponte è il luogo dove è ambientato il racconto di Joyce The Dead

  2. Che è illuminato di notte

L’equatore

Posted by Alexei, Lunedì, 16 Novembre 2009

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La settimana scorsa abbiamo parlato del meridiano di Greenwich e oggi diamo un’occhiata allo zero globale: l’equatore

Nonostante la sua lunghezza, superiore ai 40 mila km, sorprendentemente ci sono pochissime città sulla sua linea – la maggior parte della sua lunghezza passa per l’oceano, mentre sulla terra attraversa grandi territori di foreste tropicali.

Equatore

Iniziamo il nostro viaggio, in modo piuttosto appropriato, da un paese che prende il nome dalla sua posizione: l’Ecuador. Forse il monumento più famoso che marca l’equatore è Mitad del Mundo (Metà del Mondo), appena fuori dalla capitale Quito. Di questi tempi, i turisti, atrezzati di GPS, spesso si allarmano quando scoprono che il vero zero si trova a 240 metri a nord dalla linea sulla terra.

Mitad del Mundo

Tutto sta in quali dati di mappe1 state usando: la Global Positioning System, insieme con la maggior parte delle mappe online, utilizza la WGS84. Dunque, così come il meridiano Greenwich si trova a 100 metri dalla longitudine 0° del GPS, l’equatore del GPS (evidenziato in rosso nell’immagine sotto) si trova un pochino più a nord rispetto la linea della Mitad del Mundo (linea blu).

Un po’ più a nord-est del monumento ufficiale Mitad del Mondo c’è un piccolo museo privato chiamato Inti-Ñan, che dichiara di essere sul “vero” equatore. E’ vero, ma solo secondo l’obsoleto sistema dati chiamato SAD69 (linea gialla). Il vostro GPS non mostrerà lo zero finché non avrete oltrepassato la strada principale all’esterno.

3 equatori

Attraversando l’Ecuador, verso Est, arriviamo al punto più alto dell’equatore, nonché l’unico punto sulla linea ricoperto perennemente di neve: Volcán Cayambe. La cima, che sta nell’emisfero settentrionale, è alta 5790 m.s.l.m.; invece il punto più alto dell’equatore è alto circa 1110 metri di meno.

Volcán Cayambe

Sull’altro lato dell’America Meridionale, nella città di Macapá in Brasile, troviamo uno stadio di calcio, presumibilmente costruito proprio sull’Equatore, con metà del campo in entrambi gli emisferi. Questo è lo Estádio Milton Corrêa, meglio conosciuto come Zerão (”Grande Zero”) ed è solo un po’ rovinato dal fatto che che l’equatore, secondo WGS84, in realtà passa fuori dal lato sud dello stadio. A poca distanza verso est, lungo l’Avenida Equatorial, c’è il monumento Marco Zero.

Stadio Zerão Marco Zero

Ora attraversiamo l’Atlantico in direzione dell’Africa. Una destinazione turistica famosa in Kenya è questa piazzola fuori da Nanyuki, dove un segno, con la freccia, segna la direzione per l’equatore. In questo caso è abbastanza accurato, trovandosi a soli circa 20 metri a sud dalla linea WGS84. Certamente qui potrete trovare alcuni abitanti locali, dallo spirito intraprendente, pronti, per pochi euro, a “mostrarvi” come l’acqua scende nello scarico incurvandosi in direzione opposta dai due lati della linea. In ogni caso, si tratta di una leggenda urbana e la dimostrazione sta tutto in un gioco di prestigio.

Nanyuki kenya

La nostra ultima meta è in Indonesia, a Pontianak sull’isola di Borneo. Costruito nel 1990, il Monumento Equator è una copia del monumento eretto negli anni Venti dai topografi Olandesi. Quello attuale è 5 volte più grande rispetto all’originale, ma c’è sempre un po’ di disappunto nel notare che si trova a 120 metri a nord, secondo il GPS.

pontianak

E adesso una bizzarria di Google! Se cercate il punto di coordinate “0,0″, probabilmente vi aspettrete di trovarvi all’incrocio tra l’equatore e il meridiano di Greenwich, al largo della costa occidentale dell’Africa. Invece l’indirizzo ottenuto è decisamente inaspettato: 23208 Glenbrook St, St Clair Shores, Michigan. Ma davvero questo vicinato senza pretese è il vero centro dell’universo?

0,0 address glenbrook


  1. Il dato è un semplificato modello matematico della Terra utilizzato come base per creare le mappe. 

Le Street Views arrivano in Messico e Hawaii. Aggiornamenti nei Paesi Bassi e in Spagna

Posted by Alexei, Mercoledì, 11 Novembre 2009

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Altro mese, altro aggiornamento assolutamente massiccio delle Street Views. La notizia più clamorosa è che Google ha lanciato un tesoro di immagini per quanto riguarda il Messico, precedentemente non coperto dal servizio; ma poi hanno anche aggiunto, per la prima volta, immagini per le Hawaii, tanti nuovi posti nei Paesi Bassi e, infine, grandi aree della Spagna.

Messico

In Messico, le città di Monterrey, Guadalajara, Città del Messico, Puerto Vallarta, Playa del Carmen, Cozumel e Cancun ora sono tutte coperte. Per il momento abbiamo trovato la famosa piramide di Teotihuacán con alcune persone in cima (pubblicata già sul GSS originale nel 2005):

L’arena per corride più grande del mondo.

E uno dei propdotti da esportazione più importanti del Messico, pignatte con diversi personaggi.

Hawaii

Finora le Hawaii erano l’unico stato degli USA non coperto dalle Street Views – ma ora Google ha risolto questo problema, fornendo delle immagini dell’isola principale. Qui, ricoperto da un telo blu, possiamo vedere la prua dell’aereo che è stato utilizzato nell’episodio di apertura della seria TV Lost – girato proprio da questi parti…

Paesi Bassi

I Paesi Bassi avevano già una copertura eccellente, che ci permetteva di vedere diversi eccitanti tipi di nudità, prostituzione e altre cosette NON appropriate al lavoro. L’attuale aggiornamento copre Utrecht, L’Aia1, Eindhoven, ’s-Hertogenbosch, Tilburg, Leeuwarden, Apeldoorn, Deventer e Amersfoort!

Ciò significa che ora possiamo vedere gli spettacolari Kubuswoning dalla strada (pubblicati in precedenza nel 2008):

Dal Triciclo di Google sono stati ripresi i mulini a vento della popolare destinazione turistica Kinderdijk (girate intorno per vederne tanti altri):

Spagna

Infine la Spagna, che già aveva una buona copertura, ha ricevuto praticamente un’intera copertura di strade blu. Gli aggiornamenti si estendono fino alle Isole Canarie e Baleari, ora coprendo Maiorca, Gran Canaria e Tenerife.

Ecco il museo Guggenheim di Bilbao, completo di ragno gigante (sembra che questi appaiano dappertutto sulle Street Views), su cui è stato è scritto nel 2005 sul GSS originale:

Per continuare a seguire, in Spagnolo, gli aggiornamenti delle Street Views in Spagna, dovete seguire Google Sightseeing Español su Twitter.

Avete trovato qualcosa di interessante? Lasciateci un commento sotto!


  1. Proprio dove, nel 2006, venne scoperta la singolare persona che prendeva il sole in topless

Il muro di Berlino, 20 anni dopo

Posted by Alexei, Martedì, 10 Novembre 2009

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Ieri erano 20 anni esatti dalla caduta del muro di Berlino e, tutto sommato, si può dire che il 9 novembre è una data importante per la storia della Germania per un diverso numero di motivi.

Nelle settimane precedenti al Novembre del 1989, sia l’Ungheria che la Cecoslovacchia avevano alleggerito i controlli di frontiera e migliaia di tedeschi dell’Est erano fuggiti a Ovest. Con la divisione tra Germania dell’Ovest e DDR1 fatalmente indebolita, venne presa la decisione di aprire la frontiera, che era rimasta effettivamente chiusa per 28 anni.

Tutto questo era stato previsto per il 17 novembre, ma nella conferenza stampa del 9 novembre il portavoce del governo erroneamente annunciò che le persone erano libere di attraversare “immediatamente”. I berlinesi da entrambi i lati accorsero al muro, superando di numero le sconcertate forze della polizia, che non sapevano ancora che cosa stesse succedendo. Il resto è storia.

wall1

La Porta di Brandeburgo fu il centro simbolico della caduta del Muro. Durante la Guerra fredda, la porta era stata isolata nella “striscia della morte” tra due muri – la principale barriera esterna verso l’ovest e la più piccola interna. Oggi, la Porta di Brandeburgo si trova nel cuore della città riunita2 e l’esatta posizione del muro è segnata da una linea di sanpietrini bianchi posti sulla strada.

Porta di Brandenburgo Pietre

A parte i sanpietrini, del muro qui non c’è rimasto praticamente niente da vedere, dunque il resto del post è dedicato alla ricerca dei luoghi dove il muro, o la sua eredità, si può ancora vedere. Iniziamo dal nord della città, nel quartire di Pankow. Qui la “striscia della morte” spicca chiaramente come un mare di alberi che sono cresciuti da quando se ne sono andate le guardie di frontiera. Qui ci sono ancora alcune piccole sezioni di muro e, a pochi passi a sud, alcune Blumenschalensperre ricoperte di vegetazione – le barricate mascherate come urne di cemento ripiene di fiori.

Striscia della morte ricoperta Rimasti del muro Fiori

Poi, ancora visibile in diversi luoghi, c’è la pista utilizzata dalle pattuglie di frontiera. Una delle sezioni meglio preservate si trova dietro Schulzestrasse, dove si vedono ancora chiaramente gli originali punti d’illuminazione della “striscia della morte”.

patroltrack

Sulla Bernauer Strasse la frontiera era formata dalle mura dei palazzi sul lato sud della via – gli appartamenti erano nella Germania Est, la via invece nella Germania Ovest. Di conseguenza, questo posto fu scena di tanti tentativi di fuga. Per prevenirli, le autorità prima hanno fatto murare le finestre e infine hanno evacuato i residenti e hanno demolito gli edifici lungo la frontiera. Oggi, con il lato sud ancora prevalentemente vuoto, la Bernauer Strasse ospita vari monumenti al muro. La Cappella della Riconciliazione è stata aperta nel 2000 al posto di una chiesa, isolata per anni nella terra di nessuno prima di essere demolita nel 1985. Sull’altro lato della strada si trova il Centro di documentazione del Muro di Berlino.

Bernauer Strasse Cappella Centro di documentazione

Lì vicino la frontiera incurva tantissimo, in modo tale che vicino alla stazione Nordbahnhof, Berlino Ovest si trova in realtà ad est di Berlino Est! Anche qui, alcune sezioni di muro sono ancora visibili – queste parti sono del muro interno – la barriera pià piccola dietro al muro principale.

Nordbahnhof

Il più lungo tratto di muro ancora in piedi è conosciuto con il nome di East Side Gallery, ed è già stato pubblicato sul GSS originale. Le immagini sono un po’ migliorate da allora, ma di sicuro è molto meglio ammirabile dalle fotografie stradali!

East Side Gallery East Side Gallery

Un altro lungo tratto di muro ben preservato si trova su Niederkirchnerstrasse, non lontano dal famigerato Checkpoint Charlie (ma il checkpoint che si vede oggi è solo una ricostruzione).

Niederkirchnerstrasse Checkpoint Charlie

La nostra ultima fermata a Berlino è una specie di curiosità. Steinstücken è una comunità di circa 200 persone a sud-ovest della città, che una volta era un’exclave dell’Ovest completamente circondata dalla DDR. Dopo la costruzione del muro, gli abitanti furono completamente tagliati fuori e, per visitare il resto di Berlino Ovest, dovevano passare ogni volta due posti di blocco della Germania dell’Est. Questa situazione è durata per 10 anni prima che venisse ceduta una stretta striscia di terra, che servì ad attaccare l’exclave al resto di Berlino Ovest. Nonostante il muro sia da tempo sparito, ancora oggi il confine tra Berlino e Brandenburgo segue lo stesso contorto sentiero, compresa la striscia di appena 20 metri di larghezza.

Steinstücken Striscia di Steinstücken

Sebbene Berlino sia stata la più famosa comunità divisa della Germania, non era la sola. La frontiera tra la Germania dell’Est e quella dell’Ovest ha tagliato anche altre città più piccole. Tra queste c’era il villagio di Mödlareuth, che era diviso tra la Baviera, ad Ovest, e Turingia, ad Est. Il muro venne costruito nel 1966, cinque anni dopo quello di Berlino, e una piccola parte di esso è stata preservata nel museo a cielo aperto, insieme ad un elicottero e carri armati.

Mödlareuth Elicottero

Come potete immaginare, a Berlino c’è un’enormità di cose da vedere legate al Muro e avremmo potuto riempire decine di post. Fortunatamente, un fantastico sito tedesco fa questo lavoro molto meglio di noi, avendo a disposizione un grande magazzino di fotografie, mappe e altre inormazioni, accessibili attraverso l’interfaccia di Google Maps. E’ disponibile solo in Tedesco, ma c’è un sacco da vedere anche per chi non conosce la lingua. Inoltre potete visitare l’affascinante sezione “Tracce del Muro” sul sito ufficiale di Berlino.

Grazie: autori del GSS Deutsch Jenni e Cédric per avere rispettivamente suggerito e contribuito a questo post.


  1. Deutsche Demokratische Republik o Repubblica Democratica Tedesca – nome ufficiale della Germania dell’Est. 

  2. Sembra che le immagini non siano state aggiornate dal 2006, dunque potete vedere ancora un’Audi TT gigante della quale il GSS originale aveva parlato nel 2006. 

Il meridiano primo di Greenwich

Posted by Alexei, Lunedì, 9 Novembre 2009

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L’equatore, o latitudine 0, separa gli emisferi settentrionale e meridionale del globo. Definito la distanza media tra due poli geografici, non c’è da discutere sulla sua posizione.

Invece il meridiano – longitudine 0 – non ha una definizione scientifica e praticamente potrebbe essere trovarsi ovunque desideriate sul mappamondo.

Il meridiano più accettato fu definito dall’Osservatorio Reale di Greenwich, Londra. Ma anche qui il meridiano è spostato di un pelo.

Il meridiano di un astronomo del XVIIImo secolo, James Bradley, oggi è ancora presente sulle mappe del Regno Unito, ma di fatto è quasi completamente dimenticato. Un meridiano molto più famoso, utilizzato adesso come il punto base per i fusi orari del mondo, è stato definito da George Airy.

Il meridiano primo di Airy fu scelto utilizzando il sistema, molto scientifico, di posizionare tutti i sui strumenti nell’osservatorio più vicino possibile a quelli di Bradley, ma senza ostruirli.

A esattamente 2 miglia a nord di Greenwich, sulle sponde del Tamigi, il meridiano di Airy è marcato da una linea di alberi.

Anche appena a nord di Greenwich c’è una meridiana di millennium, che sta a soli pochi metri fuori dal meridiano. Sembra che ci sia stato un errore di costruzione e dunque l’orologio sbaglierà sempre di circa 8 minuti!

Se impostate il vostro navigatore satellitare per portarvi all’osservatorio di Greenwich, o se semplicemente impostate la longitudine a 0 su Google Earth, vi trovate fuori dall’osservatorio in qusto posto apparentemente insignificativo, a 102.5 metri a est del meridiano primo.

Questo succede perché Google Earth e il vostro navigatore satellitare utilizzano il Meridiano Internazionale di Riferimento, che fu definito molto dopo basandosi sull’osservazione delle stelle, condotta da tanti diversi paesi.

Allora lettori, se voi steste definendo un nuovo meridiano, dove lo mettereste sul mappamondo?

Maggiori informazioni le potete trovare: sul meridiano primo, sul sistema geodetico mondiale e sul suo utilizzo su Google Earth e sul meridiano primo in Wikipedia

Grazie: LionelB, Reagan Blundell, Sly Golovanov, Frank Taylor e Roy G. Ovrebo.

Interessanti exclavi degli Stati Uniti

Posted by Alexei, Venerdì, 6 Novembre 2009

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Un’exclave è “un territorio i cui confini geografici si trovano interamente nei limiti di un altro territorio”. In pratica è un pezzo di territorio che non può essere raggiunto via terra senza prima passare per un altro.

Ci sono alcuni esempi di exclavi degli Stati Uniti. Uno dei più conosciuti (e già documentato su GSS) è Point Roberts, Washington, un’area dello stato di Washington che può essere raggiunta solamente passando prima attraverso la Columbia Britannica in Canada.

L’exclave di Point Roberts fu creata dal Trattato dell’Oregon del 1846, che pose le frontiere tra gli Stati Uniti e l’America Settentrionale Britannica sul 49mo parrallelo del nord – con un’unica eccezione. A causa di vari errori di mappatura e di una confusione sulla locazione delle sorgenti del fiume Mississippi, la frontiera USA-Canada sporge verso nord finendo per includere un pezzo di terra che si trova a nord del 49mo parallelo. Quest’area, ora parte dello stato del Minnesota, è conosciuta come Northwest Angle.

L’Angolo (così conosciuto dai locali) può essere raggiunto solamente attraverso l’unica strada sterrata che passa per Manitoba e i visitatori devono passare la Dogana in entrambe le direzioni, utilizzando un videofono situato in una piccola capanna disabitata. La popolazione complessiva della remota comune di 300 km2 è di 152 persone e qui si vanta la presenza dell’ultima scuola con una sola stanza in tutto lo stato.

Appena sotto il 49mo parallelo e staccato dal territorio principale degli Stati Uniti, c’è Elm Point, Minnesota. Elm Point è remoto, disabitato e non ha strade, eppure le immagini satellitari mostrano una linea tagliata fra i boschi sulla frontiera tra gli Stati Uniti e il Canada, presumibilmente per sgomberare la vista lungo la forntiera. Chi dovrebbe vigilare sull’attività illegale lungo queste linee è una domanda senza risposta.

Alburgh, Vermont è una pene-exclave degli Stati Uniti. Ora, prima che i nostri lettori attacchino i nostri server pensando che si tratti di una volgarità, ecco una specie di definizione: una pene-exclave è un’exclave per motivi pratici ma non rispetta la definizione stretta di un’exclave. Nel caso di Alburgh, la città si trova in una penisola collegata al Canada (come Point Roberts e Northwest Angle) ma è collegata al resto del Vermont e al vicino New York con dei ponti. Questi ponti sono l’unica strada d’accesso attraverso il Lago Champlain.

Sulle frontiere tra gli stati degli USA nel tempo si sono create tante exclavi per il vagabondare dei fiumi inondanti. In questi casi, le frontiere legali rimangono in forza, anche se le rotte dei fiumi rendono alcune aree staccate dai loro rispettivi stati. Tra questi gli esempi più prominenti sono Kentucky Bend e Carter Lake, Iowa.

Il Kentucky Bend è un’area del Kentucky completamente circondata dai vicini stati del Missouri e del Tennessee. Il fiume Mississippi passa sopra una faglia geografica in questa zone e The Bend fu creato dallo spostamento della rotta del fiume dopo il terremoto del 1812. Un successivo errore di rilevamento durante la definizione della frontiera tra il Kentucky e il Tennessee creò la divisione. Nell’area di 44 km2 abitano solo 17 persone. Nessun ponte collega The Bend con il resto del Kentucky e, se volete mandare una lettera a qualcuno che abita qui, dovete utilizzare l’indirizzo postale ufficiale ubicato (confusamente) nel Tiptonville, Tennessee.

Infine, Carter Lake, Iowa è l’unica città di Iowa a ovest del fiume Mississippi. E’ completamente circonadata da Omaha, Nabraska, e fu formata da un alluvione che raddrizzò la rotta del fiume nel 1877. Dopo una serie di dispute legali, fu stabilito che Carter Lake fosse parte dell’Iowa e in seguito diventò una località di svago, che offre ai clienti giochi da casinò, vietati nel vicino Nebraska. I servizi della città vengono dal Nebraska, mentre i bambini vanno a scuola dall’altro lato del fiume Missouri, in Iowa. I viaggiatori dell’Omaha, diretti all’aeroporto della città, passano da Carter Lake1, dove i cartelli stradali con la scritta “Benvenuti in Iowa” confondono tanti visitatori, che temono di uscire dai confini di stato.

Maggiori informazioni a proposito di Northwest Angle, Elm Point, Alburgh, Kentucky Bend e Carter Lake (insieme con un enorme elenco di exclavi e enclavi del mondo) le potete trovare su Wikipedia (in Inglese).


  1. Sull’autostrada più corta dell’Iowa, con una lunghezza di 823 metri.