Krakatoa (Settimana dei Vulcani 3)
Krakatoa è probabilmente il più famoso e il più mortale vulcano del mondo.
L’eruzione del 27 Agosto del 1883 fu talmente fragorosa che facilmente potrebbe occupare il posto del rumore più forte mai registrato nella storia umana, infatti è sato perfettamente udibile a 5 mila kilometri di distanza.
Circa un 32 miliardi di m3 di roccia, pomice e ceneri furono spediti nell’aria, impattando il sistema del clima globale e tingendo il cielo di colore rosso1.
Durante l’eruzione, due terzi dell’isola che ospitava Krakatoa andò in pezzi causando enormi onde e uccidendo migliaia di persone.
I resti dell’originale isola di Krakatoa in verità si trovano a 5 km a sud e l’isola che ospita attualmente Krakatoa l’ha “auto-costruita” il vulcano stesso. Creata dalle eruzione successive, apparve in superficie nel 1928 e fu nominata “Anak Krakatau”, o “Figlio di Krakatoa”.
Come possiamo vedere “Anak Krakatau” sta continuando ad espandersi, ingrandendosi di circa 13 centimetri ogni settimana a partire dagli anni Cinquanta.
Maggiori informazioni le potete trovare su Wikipedia.
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Si crede che L’urlo di Edvard Munch contenga una rappresentazione accurata del cielo rosso sopra la Norvegia in seguito all’eruzione. ↩




