Isola Deception (Settimana delle Isole 5)
08/10/2010 by Alexei
Zummate sulle Isole Shetland Meridionali, appena a largo della punta settentrionale della Penisola Antartica, e vedrete qualcosa che sembra un tarallo gigante nelle acque dell’Atlantico meridionale.
In realtà questa è l’Isola Deception, un pezzo di terra dalla forma strana che accerchia quasi completamente un porto naturale largo 7 km di nome Port Foster. La sua esistenza è dovuta a una grande eruzione vulcanica, avvenuta circa 10 mila anni fa, che ha lasciato un cratere che successivamente è stato riempito dall’oceano.
La terra brontola ancora oggi – Monte Pond, sul lato est dell’isola, ha eruttato più di una volta in questo secolo (quello che si vede sull’immagine ad alta risoluzione potrebbero essere fumo e vapore oppure solamente una nuvola?).
Forse l’attività vulcanica è anche responsabile del restringimento della costa, lunga 7.5 km curiosamente perfettamente dritta in questa parte dell’isola?!
Nonostante Port Foster sia uno dei porti più sicuri in una zona famosa per le tempeste, in Antartide il termine “sicuro” è molto relativo. L’isola è circondata da innumerevoli pericoli per i marinai sprovveduti, come gli iceberg o le roccie seghettate come questa dall’appropriato nome Aghi della macchina da cucire. L’ingresso al porto stesso, di nome Urla di Nettuno, è largo meno di 500 m1, come se non bastassero già le roccie affilate appena sotto la superficie dell’acqua.
Però, appena riuscite a entrare dentro, siete ben protetti – e queste acque nel corso degli anni hanno attratto non pochi cacciatori di foche, balenieri ed esploratori dell’Antartide. All’inizio del XX secolo alcuni aziende baleniere hanno limitato le operazioni alla Baia dei Balenieri (di sicuro hanno dovuto pensare a lungo per inventare questo nome!), appena dentro l’ingresso del porto. Ancora potete vedere gli arrugginiti bollitori e serbatoi che un tempo venivano utilizzati per scioglere le carcasse.
Facendo parte dell’Antartide le Isole Shetland Meridionali non appartengono ufficialmente a nessuna nazione2 e gli insediamenti per ora sono limitati alle stazione scientifiche. Ci sono stati diversi tentativi di stabilire basi permanenti, ma l’attività vulcanica ha forzato tutti ad abbandonare il posto. Attualmente ci sono 2 basi, entrambe occupate solamente durante l’estate meridionale: Gabriel de Castilla (operata dalla Spagna) e, molto meno impressionante, Decepción (operata dall’Argentina).
Gabriel de Castilla (sinistra) e Decepción (destra)
L’attività vulcanica fa sì che ci siano temperature estreme sull’isola – mentre nel mare appena fuori dalla costa c’è il ghiaccio appena sotto la sabbia nera delle spiagge potete trovare l’acqua calda fino a 40°C o più. Alcune squadre scientifiche hanno approfittato per scavare delle proprie “vasche calde”!3
Come sempre, potete trovare maggiori informazioni a proposito dell’Isola Deception su Wikipedia inglese, compresa la storia della nave di Guardia Costale statiunitense che “è probabilmene l’unica nave militare Americana che si è accostata a un vulcano attivo”!
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Quasi tutte le fonti in rete parlano di 230 metri, cifra che sembra sottostimata, guardando le foto aeree. ↩
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Il Regno Unito pretende che queste isole facciano parte del Territorio antartico britannico, inoltre sono reclamate da Cile e Argentina. Ma il Trattato Antartico vuole che queste pretese vengano (in teoria) messe da parte per permettere la cooperazione scientifica. ↩
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Seguite il link per leggere della spedizione del 2004 sull’Isola Deception per salvare un aereo Otter abbandonato lì negli anni Sessanta. ↩












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