Tutti luoghi nella categoria 'Attrazioni naturali'

Google Sightseeing ti porta a fare un giro del mondo visto dal satellite, utilizzando il programma gratuito Google Earth, oppure Google Maps nel tuo browser. Ogni giorno vi presento nuovi, strani e affascinanti luoghi proposti dai lettori.

Alexei

Lago Peigneur

Posted by Alexei, Mercoledì, 13 Maggio 2009

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Prima del 1980, il lago Peigneur in Louisiana era un lago d’acqua dolce con una profondità di 3 metri, ma a causa di un, molto improbabile, disastro umano oggi è un lago d’acqua salata profondo 60 metri.

Nella mattina del 20 Novembre 1980 un gruppo di operai della Texaco Fuel Company, che trivellavano il lago alla ricerca di petrolio, inavvertitamente hanno perforato il fondo del lago fino alla parte superiore della miniera di sale Diamond Crystal Salt Mine, che si trovava sotto. L’acqua cominciò di versarsi rapidamente nella caverna, lasciata dai lavori minerari, e per poco la crepa, in espansione, non ha inghiottito tutto il lago, la piattaforma di trivellazione e 11 chiatte1!

sinkhole

Le chiatte tirate nella crepa

L’aspirazione creata dalla crepa è stata così potente che è effettivamente riuscita a rovesciare il flusso del canale Delcambre, un condotto di 20 km che porta al Golfo del Messico. Una volta svuotatosi il lago, l’afflusso, proveniente da questo canale, creò una cascata di 50 metri, la più alta cascata dello stato del Louisiana.

canale delcambre

Miracolosamente, tutti coloro che si trovavano nelle vicinanze della crepa, nonché i 55 lavoratori della miniera allagata, sono riusciti a scappare da una morte imminente. 9 delle 11 chiatte sono “saltate” fuori sulla superficie non appena la pressione dell’acqua si è pareggiata!

Sebbene la Texaco non fu mai accusata di negligenza a causa di completa assenza di prove2, la Diamond Salt Company ha comunque ottenuto 32 millioni di dollari con un accordo privato. Non c’è bisogno di dire che non sono mai più tornati nel business delle miniere di sale.

Grazie: Gerald Talley e Terry Foster. Maggiori informazioni a proposito del Lago Peigneur sono disponibili su Wikipedia Inglese.


  1. Guardate il filmato del disastro su Youtube. 

  2. Niente lago, niente miniera, niente prove! 

Point Roberts

Posted by Alexei, Lunedì, 4 Maggio 2009

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Point Roberts, Washington, Stati Uniti, è una piccola comunità di mare con quasi 1500 residenti. Ha una piccola strada principale, 2 stazioni di rifornimento e un supermercato. Ciò che rende questo villaggio unico è la sua penisola di 12.5 km2, dove l’unica frontiera è quella con il Canada ed è completamente isolata dal resto degli Stati Uniti.

Pt. Roberts, WA

Effetto collaterale, non-previsto, del Trattato dell’Oregon del 1846, la vita in questo exclave statiunitense procede con un ritmo più basso rispetto al resto del continente, ma a costo di alcune grandi convenienze. I residenti del Point Roberts devono guidare per più di un’ora e passare 2 frontiere internazionali per vedere un dentista, per avere un soccorso medico, ma anche semplicemente per andare a scuola a partire dalla terza elementare!

Ubicato a soli 30 minuti fuori dal centro di Vancouver, Point Roberts è anche una destinazione popolare tra i Canadesi grazie ai costi immobiliari relativamente bassi.1

frontiera

Nonostante il suo isolamento dal resto del paese, questo bastione degli Stati Uniti attualmente possiede un suo punto di passagio di frontiera (in miniatura sopra) e si è autoproclamato come “la più grande comunità degli Stati Uniti con dei cancelli”. Ma, sicuramente starete pensando, non è un po’ come una piccola Alaska?2

Maggiori informazioni a proposito di Point Roberts le potete trovare su Wikipedia.

Grazie: Keith, Didier, Deron Husak e Peter.


  1. Le persone, con una mente imprenditoriale, ci vengono anche per la benzina meno costosa e le leggi, più rilassate, a proposito dello Shopping domenicale

  2. L’Alaska è un exclave leggermente più grande

Montserrat

Posted by Alexei, Giovedì, 16 Aprile 2009

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Questo è il vulcano di Soufrière dell’isola caraibica di Montserrat. Nonstante le scosse sismiche siano state avvertite con degli intervalli di 30 anni, per la maggior parte del XXmo secolo il vulcano è stato considerato non attivo. Poi è diventato attivo con un effetto devastante il 18 Luglio del 1995, costringendo i due terzi della popolazione ad abbandonare l’isola. Le eruzioni hanno reso la maggior parte dell’isola inabitabile, ma comunque la gente continua a vivere lì.

Nelle immagini satellitare potete vedere dove un tempo si trovava la capitale di nome Plymouth, ora sepolta sotta l’area grigia a sudovest dell’isola. Tra le nuvole potete anche vedere la lava rossa nel cratere del vulcano. Roba da paura!

Vulcano di Montserrat

Grazie: Robert Sargant per questa :-)

Cose a forma di cuore

Posted by Alexei, Sabato, 14 Febbraio 2009

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Nella Nuova Caledonia francese c’è questa palude a forma di cuore, che è presente anche sulla copertina del libro ‘Earth from Above‘, una collezione di foto di Yann Arthus Bertrand. Il nome della foto è ‘HEART IN VOH’.

In Taipei c’è una piscina a forma di cuore, con dentro anche un’isoletta a forma di cuore. Sicuramente deve essere stata costruita da un uomo, no?

Infine, in Croazia vicino alla costa, c’è una splendida isola a forma di cuore1, circondata da ogni lato da spiagge di sabbia dorata. Forse un ottimo posto per la luna di miele…

Heart Island

Grazie: Rob B, Julien e pilotin.


  1. Forse ieri avrete sentito che tutta la stampa italiana l’ha proposta come l’ultima scoperta in riferimento a San Valentino. A dire il vero, il GSS originale ne aveva già parlato più di 3 anni fa! 

La scalinata più lunga del mondo

Posted by Alexei, Martedì, 10 Febbraio 2009

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La scalinata più lunga del mondo si trova sui versanti del Monte Niesen nelle Alpi svizzeri.

11.674 scalini dirigono lungo la funicolare Niesenbahn, che viagga dalla riva del fiume Kander in Mülenen (alt. 693m) fino al capolinea vicino alla cima del Monte Niesen, alta 2362 metri.

Durante i 28 minuti di viaggio, la funicolare – aperta al pubblico nel 1910 – attraversa le ricche foreste Alpine, passa numerose gallerie e alcune sezioni elevate.

L’uso della scalinata è previsto solo da parte del personale di servizio, ma un giorno dell’anno è aperta per 200 persone per la corsa sulla scalinata Niesenlauf. Le pagine Galerien del sito tedesco della gara danno qualche idea a proposito di questa esperienza difficile – correre nelle nuvole, sotto la piogga o, addirittura, neve, nonostante la gara venga svolta nel mese di giugno.

Il record della gara è di 1 ora e 2 minuti per gli uomini e 1 ora e 9 minuti per le donne, tempo notevolmente veloce dato che il numero degli scalini equivale a salire la CN Tower 4 volte e mezza, oppure la Taipei 101 quasi 6 volte o l’Empire State Building per più di 7 volte, anche se sembra che alcune sezioni siano un pò meno ripide rispetto ad altre.

Esiste anchè una pista più convenzionale per l’uso pubblico, con un numero di curve che da un’idea di quanto sia veramente ripida questa montagna a forma di piramide.

La guida per i visitatori della montagna ha delle bellissime fotografie ed è piena di informazioni, mentre su YouTube potete vedere questo video del viaggio sulla funicolare e la passeggiata per la cima.

Stranezze sul fondo dell’oceano

Posted by Alexei, Giovedì, 29 Gennaio 2009

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Sono state avvistate alcune cose strane sul fondo dell’oceano, grazie alle immagini molto migliorate che sono stata aggiunte su Google Earth e Google Maps la settimana scorsa!

Un nostro lettore, aliosha, stava esplorando l’Atlantico e ha trovato una bizzarra griglia in profondità.

Un quadrato grande 150 km, presumibilmente non di provenienza naturale, ma chi ha potuto creare questa griglia ad una profondità così estrema?

Ancora più bizzarro, fuori dalla costa dell’Indonesia c’è una cosa che può facilmente essere catalogata come la scritta più grande del nostra pianeta. Lunga circa 130 km, supera quella del secondo posto di circa 30 volte.

Purtroppo, questa non è la più grande scritta su Google Earth, perché questo messagio non esiste effetivamente.

La scritta recita “DTS/SIO”, ed è stata aggiunta da David T. Sandwell (DTS), il professore di geofisica del Scripps Institution of Oceanography (SIO).

Le immagini del fondo marino provengono da una varietà dei fonti batimetrici, compresa il SIO, e il Sig. Sandwell ha aggiunto dei falsi canyon subacquei per poter vedere dove vengono utilizzati i dati del SIO.

Grazie: aliosha e GEarth Blog (che ospita anche le notizie (in inglese) a proposito di un evento specialedi Google, previsto la settimana prossima, in relazione agli oceani su Google Earth).

Felice Google Earth Nuovo nelle notizie

Posted by Alexei, Venerdì, 9 Gennaio 2009

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Finalmente siamo tornati e, come ci si aspettava, abbiamo perso delle grande notizie a proposito di Google Earth mentre eravamo fuori.

La prima storia, che è apparsa dappertutto, è quella (ovviamente) legata alle Street Views. Il sito garage419 ha postato delle immagini di una strada di alta montagna in Colorado, dove la macchina di Google ha probabilmente scattato qualche foto spia di un modello top-secret della Porche, ancora non uscito in commercio!

Questa strada si chiama Mount Evans Scenic Byway ed è la più alta strada pavimentata per veicoli, nell’America settentrionale e apparentemente è l’unico posto nel mondo dove i produttori automobilistici possono testare i veicoli ad altezze che raggiungono fino ai 4.306 metri. Pare che quei testoni di ingegneri tedeschi non vogliano proprio avere alcuna sorpresa, eh?

Poi, The Dail Mail racconta la storia del “Mondo Perduto”, scoperto con l’aiuto di Google Earth. I nostri amici del turismo satellitare su Kew Gardens hanno trovato un’inaspettata striscia di foresta verde nelle montagne del Mozambico e, quando sono andati a visitare l’area, hanno scoperto delle nuove speci di serpenti velenosi, 3 nuove speci di farfalle, un’orchidea molto rara, serpenti giganti e colonie di uccelli rari.

Ovviamente il peggior quotidiano brittannico non ha fornito il link di quel paradiso innocuo, ma il nostro affidabile amico Stefan su Ogle Earth ha trovato tutto.

Stefan specifica che la cosa più interessante è che, anche guardando l’area con l’enorme base dati dei nomi geografici Geonames.org caricata, non si vedono ancora i nomi dei posti. Il fatto suggerisce che ciascuno di noi può trovare il suo paradiso ancora non scoperto, semplicemente guardando i luoghi che non sono segnati nelle base dati di Geonames oppure di Google Earth! La fama e la fortuna vi stanno aspettando, chiaro.

Infine, arriviamo alla storia di un “cacciatore di tesoro” americano, che è andato in tribunale per vincere il diritto di riesumare una nave affondata, la quale è stata trovata da lui su Google Earth. Il Sig. Nathan Smith racconta di una nave affonadata nel fango vicino a Mission River in Texas, nel 1822, mentre cercava di evitare un ciclone. Il Sig. Smith dice che la metà dell’equipaggio morì durante il viaggio e l’altra metà fu ammazzata da una tribù locale di cannibali. Inoltre, lui crede che sulla nave ci sia un tesoro di 3 milliardi di dollari1.

Certamente, il Sig. Smith non divulga con esattezza il luogo in cui si trova quel tesoro affondato, ma fa sapere solo che esso si trova da qualche parte in questa zona. Ma le fonti che hanno visto l’immagine di Google Earth in questione la descrivono come “qualcosa simile a un segno di scarpa“, dunque forse possiamo batterlo nella sua iniziativa!

Dunque, che cos’altro abbiamo perso?


  1. Per mettere in chiaro, dobbiamo farvi notare che la “carriera” di cacciatore di tesoro del signor Smith fu ispirata dal ruolo di Nicolas Cage nella pellicola National Treasure… 

Machu Picchu

Posted by Alexei, Mercoledì, 24 Dicembre 2008

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Machu Picchu, la “città perduta degli inca”, è una città antica che si trova in cima ad una montagna. Probabilmente fu costruita intorno al 1440 e la cosa più impressionante è che sta ancora lì, nonostante sia stata costruita con delle pietre messe semplicemente una accanto all’altra – non c’è nessuna calce!

Potete seguire tutta la via giù per la montagna fino a raggiungere il fiume Urubamba e ancora a nord-est fino al piccolo villagio di nome Aguas Calientes. La strada ha il nome di Hiram Bingham, dedicato all’archeologa statiunitense che riscoprì il sito nel 1911 e che prontamente fregò centinaia di manufatti antichi (Wikipedia.)

Grazie: Sam Tihen, Tim Finnegan, Ignacio, RoyalPineapple, Fher, Maurício R. Maurer, martin e, Quinn Kuiken, Dan T, Tim, fish, Tom Gula & eRez