Chiese rupestri di Lalibela
Annidata nel territorio montuoso dell’Etiopia settentrionale, la città di Lalibela è la destinazione per i pellegrini Cristiani Ortodossi attirati dalle sue famose Chiese monolitiche.
Datate tra il XIImo e il XIIImo secolo, ma ancora in attivo uso per le messe, le Chiese sono scavate ciascuna in un singolo pezzo di roccia – o giù nella terra o nel fianco della collina. La più conosciuta tra queste Chiese è la Bet Giorgis1, o la Chiesa di San Giorgio, con la sua forma distintiva a croce di circa 25 metri, circondata da mura con profonde trincee.
L’ultima delle Chiese ad essere stata costruita e meglio conservata, la Bet Giorgis fu edificata su ordine del Re Gebre Mesqel Lalibela, che l’aveva vista in una visione. La città (all’epoca di nome Roha) in seguito ha preso il suo nome per onorare la sua eredità.
Alcune delle strutture descritte in seguito hanno i tetti di latta – aggiunti, si presume, molto dopo il XIImo secolo. Questo oscura la visione delle immagini di Google, ma ovviamente sono intesi come protezione delle strutture storiche dagli agenti esterni. Panoramio ha una selezione eccellente delle immagini di quasi tutte le Chiese, per darvi un’impressione della loro vera bellezza.
Appena a nord-est della Bet Giorgis si trova un gruppo di 6 Chiese, conosciuto come il Gruppo Nord. La Bet Medhame Alem (il tetto di latta più grande – la struttura è mostrata molto bene qui nell’eccellente foto storica) è considerata la più grande Chiesa monolitica del mondo ed ospita la Croce di Lalibela, una delle reliquie religiose più sacre d’Etiopia.
Il centrale dei 3 tetti ospita la Bet Maryam, considerata la più antica Chiesa della zona, mentre la Bet Golgotha – sul lato occidentale di questo Gruppo – potrebbe contenere la tomba del Re Lalibela.
Il Gruppo Est consiste di 4 Chiese, da notare la Bet Amanuel, ritenuta la Cappella Reale, e la Bet Abba Libanos scavata in orizzontale (rispettivamente, il più grande e il più basso dei tetti nell’immagine sotto).
Le Chiese rupestri sono protette come un Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Maggiori informazioni le potete trovare su Wikipedia e sul sito Sacred Destinations, dove la storia è accompagnata da ottime fotografie.
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Ci sono diversi modi per scrivere i nomi di queste Chiese. Noi abbiamo scelto quelli di Wikipedia. ↩














































