Il Monumento a Washington
Il Monumento a Washington in Washington DC è alto più di 150 metri e offre una fantastica vista sulla capitale degli Stati Uniti. Anche dall’alto ha un bel aspetto, guardate anche la lunghezza dell’ombra!
Il Monumento a Washington in Washington DC è alto più di 150 metri e offre una fantastica vista sulla capitale degli Stati Uniti. Anche dall’alto ha un bel aspetto, guardate anche la lunghezza dell’ombra!
Dentro al Monumento Nazionale del Deserto di Sonora in Arizona si trova una delle più grandi pile di pneumatici cestinati degli Stati Uniti – probabilmente una cifra come 10 millioni di pezzi.
Nonostante si trova al sud della città chiamata Goodyear, questa è una opera dell’azienda Envirotech Industries International, che ha raccolto i pneumatici per gli ultimi 10 anni.
L’azienda riciclava le gomme ed intendeva convertire i vecchi pneumatici in carburante – finché lo stato dell’Arizona l’ha chiusa per multiple violazioni del codice di antincendio. In seguito Environtech ha dichiarato bancarotta, lasciando allo Stato dell’Arizona la responsibilità della struttura.
Le immagini di Microsoft Live hanno una risoluzione migliore, permettendoci di vedere le gomme singole, cadute dalle grandi pile (una delle violazioni del codice antincendio era “Ostruzione delle vie d’uscita in caso d’incendio”).
Gli ufficiali dell’Arizona hanno dichiarato che se qui accadesse un incendio si potrebbe “andare avanti a spegnerlo per più di 10 anni”. Per dar credito a queste parole, nel 1999 a 250 pompieri sono serviti 5 giorni per fermare il fuoco in un complesso simile in Ohio – e poi sono serviti ulteriori 9 anni e 32 millioni di dollari per ripulire il pasticcio.
Si stima l’esistenza di 3 milliardi di pneumatici buttati negli Stati Uniti, e se dovessero prendere fuoco il disastro ambientale sarebbe catastrofico. Il governo ha rilevato che l’inquinamento provocato dall’incendio in Ohio del 1999 ha ucciso più di 10 mila pesci nel torrente vicino.
Il Monumento Nazionale del Deserto di Sonora è solo una piccola parte del Deserto di Sonora, grande 311 mila km² – ed è casa di alcuni speci in via d’estinzione, inoltre è il più biologicamente diverso tra tutti i deserti dell’America Meridionale.
Leggete l’intera storia in Inglese su azcentral.com.
Grazie: kjfitz.
I giganti fanno grande fatica a lavarsi. Voglio dire che di solito non vengono costruite vasche sufficientemente grandi per far accomodare il vostro gigante medio, o sbaglio? Questa è l’unica spiegazione sensata per cui c’è un gigante seduto nel fiume Guadalquivir a Cordoba, in Spagna.
Qui ci sono alcune foto dal livello stradale che soddisferanno gli scettici.
Grazie a Jimbo.
Sembra che abbiamo raggiunto la cima più alta della nostra continua ricerca delle cose “Più Grandi Del Mondo” viste dal satellite!
Si, siete fortunati, preparatevi per…. La Mucca Più Grande Del Mondo!
Questa è la Salem Sue di New Salem, Dakota del Nord, alta 11.6 e lunga 15.2 metri, costruita nel 1974 da 6 tonnellate di fibre di vetro rinforzate con lo scopo principale di, umm… immagino, elogiare i produttori di latte della zona.
Nel Regno Unito esiste anche una famosa scultura dal nome di “Concrete Cows” creata, 4 anni dopo la Salem Sue, da una artista Canadese Liz Leyh, ma la sua grandezza è circa la metà.
Maggiori informazioni (in inglese) su Salem Sue le potete trovare su Roadside America e su Concrete Cows su Wikipedia.
Guardate anche il nostro post precedente sulla mucca (viva) più alta del mondo.
Grazie: Simon Cope e Jason Smith.
Gli scettici tra di voi all’inizio penseranno che questo lago bizzarramente contorto non sia naturale, ma che sia solo una trovata degli ingegneri di GoogleTwirl grazie a Photoshop. Nonostante ciò possiamo assicurarvi che è un lago vero e si trova a pochi minuti dall’ufficio di Alex Turnbull!
Ineffetti si tratta di una scultura di Charles Jencks , “Landform” – un monumento di terra, di verde e di acqua, immacolamente scolpiti nel terreno del Scottish National Gallery of Modern Art in Edimburgo. Il creatore spiega questo oggetto come “basato su di una strana attrattiva e su di un flusso di terra e di traffico”.
La cosa migliore a proposito della Landform è che vi giriate intorno, come alcune persone che lo hanno fatto il giorno quando è stata scattata questa immagine.
Potete leggere a proposito del Charles Jencks e della Scottish National Gallery of Modern Art su Wikipedia inglese.
Grazie: Fred B.
Completamente sconosciuta al mondo occidentale fino al 1812, eccovi l’antica città di Petra in Giordania.
Nonostante nessuno sappia esattamente quando si siano stabiliti qui i primi uomini, si pensa che l’incredibile architettura sopravissuta fino ai nostri tempi abbia almeno 2000 anni – e il fatto più impressionante è che la maggior parte di quello che rimane non è stato costruito, ma ricavato direttamente nell’arenaria – come questo intero anfiteatro per esempio.
Probabilmente la parte dell’antica città maggiormente preservata è Al Khazneh, o La Tesoreria, che si nasconde alla fine di un’alta e stretta gola, conosciuta con il nome di al-Siq. La protezione fornita dalle alte mura spiega perchè La Tesoreria non è stata cancellata dalla sabbia come tanti altri monumenti architettonici di Petra.1
Purtroppo l’angolatura con la quale sono state scattate queste immaggini non ci permette di vedere la facciata, ma possiamo vedere la folla che ciondola davanti ad essa.
La Tesoreria si trova nella parte alta di questa miniatura, e le foto scattate dai visitatori nella folla avrebbero un aspetto di questo tipo.
Se state pensando che avete già visto questo posto, è forse perchè lo state riconoscendo da Indiana Jones e l’ultima crociata uscito nel 1989, nel film questo posto recitava il ruolo del “Tempio del Graal”.
Se volete esplorare ancora, qui c’è una buona mappa di tutti i luighi d’interesse, oppure leggete la pagina dedicata a Petra su Wikipedia.
Grazie: Jason Griswold e Dan Kuck.
La Tesoreria comunque è stata seriamente daneggiata, ci sono segni di spari sull’urna in cima alla struttura. Il danno viene atribuito ai Beduini che cercavano di scoprire il tesoro nascosto che ha dato il nome alla struttura. L’urna decorativa, che secondo i Beduini conteneva questo tesoro mitologico, in realtà è fatta di pietra… ↩
Oggi ricorre l’anniversario della vincita della seconda guerra mondiale… A voi italiani sembrerà strano, ma date le mie origini, per me è cosi. In italiano non c’è, ma il latino lo avrete studiato un pò tutti!
La battaglia di Stalingrado è stata uno dei punti critici della guerra in Europa, con perdite sopra i 1.5 millioni d’uomini si è dimostrata essere la battaglia più feroce della storia umana.
Uno dei luoghi più contestati di Stalingrado fu Mamaev Kurgan, una collina dominante la città. E’ proprio qui, che, nel dopoguerra, l’Unione Sovietica ha creato un parco commemorativo, il cui pezzo centrale è una statua assolutamente enorme – “La Madre Patria chiama!” (”Rodina Mat’ Zovyot!”). Quando fu costruita nel 1967 era la statua più grande del mondo.
Da allora Stalingrado è diventata Volgogrado, e l’URSS è diventata la Russia, ma questo monumento continua a dominare l’orizzonte. La statua alta 52 metri è fatta di cemento armato, mentre la sua spada di 33 metri – è di acciaio inossidabile, in questo modo l’altezza totale arriva a 85 metri (non contando il piedistallo, per il quale bisogna aggiungere altri 16 metri). Qui c’è una foto dal basso che dovete assolutamente vedere per credere!
La Madre Patria chiama! è stata proggettata da Yevgeny Vuchetich (il quale ha anche progettato il Memoriale Sovietico di Guerra a Berlino) ed è stata eretta come una parte della serie di sculture commemorative per la vittoria Sovietica sul Fronte orientale della seconda guerra mondiale (un’altra di queste è la Madre Patria a Kiev che è stata già pubblicata in passato).
L’enorme compito ingegneristico è stato orchestrato da Nikolaj Nikitin che è stato anche il responsabile della costruzione dell’università statale di Mosca, del Palazzo della Cultura e della Scienza a Varsavia e della torre di Ostankino – tutti ridicolosamente enormi!
Maggiori informazioni sulla battaglia di Stalingrado, Volgogrado, Mamaev Kurgan e sulla La Madre Patria chiama!, potete trovarle, come sempre, su Wikipedia. Guardata anche un tour virtuale sul Mamaev Kurgan all’interno del sito ufficiale (in Inglese).
In passato abbiamo già pubblicato una copia astronomicamente corretta e una ricostruzione fatta con i frigoriferi. Ma ora finalmente possiamo vedere il vero monumento megalitico dell’Età del Bronzo, Stonehenge.
Stonehenge ha un passato incredibile di 5 mila anni che non provo nemmeno a raccontare in breve qui, in quanto le teorie che lo circondano sono tanto diverse e complesse quanto lunga è la sua storia. Comunque, l’aspetto più discusso di questo monumento leggendario è probabilmente quello relativo alla sua costruzione, e Wikipedia riporta alcune numeri interessanti per mettere l’intera faccenda nella prospettiva giusta:
La stima delle forze d’uomo necessarie per costruire Stonehenge si calcola in millioni di ore di lavoro. La prima fase probabilmente era di circa 11 mila ore-uomo (o 460 giornate-uomo), la seconda fase circa 360 mila (o 15 mila giornate-uomo oppure 41 anni) e le varie parti della terza fase potrebbero necessitare fino a 1.75 millioni d’ore (73 mila giorni o 200 anni) di lavoro. Si stima che la lavorazione delle pietre avesse bisogno di circa 20 millioni di ore (830 mila giorni o 2300 anni) di lavoro utilizzando gli strumenti primitivi disponibili all’epoca.
Se siete interessati vi consiglio vivamente di leggere la pagina di Wikipedia su Stonehenge (ancora meglio quella Inglese), e, se invece sapete già tutto, guardate la pagina dedicata alle repliche di Stonehenge (sempre in Inglese in quanto è molto più completa)!
Grazie: Tim, Jim Geurts, Dave Edmunds e Kelly.