Tutti luoghi nella categoria 'Ponti'

Google Sightseeing ti porta a fare un giro del mondo visto dal satellite, utilizzando il programma gratuito Google Earth, oppure Google Maps nel tuo browser. Ogni giorno vi presento nuovi, strani e affascinanti luoghi proposti dai lettori.

Alexei

Slauerhoffbrug

Posted by Alexei, Giovedì, 19 Febbraio 2009

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Qui nei Paesi Bassi troviamo un ponte di tipo molto particolare.

Come tanti piccoli ponti, il ponte, giallo-azzurro, Slauerhoffbrug deve alzarsi per far passare le barche. Purtroppo nel momento in cui sono state scattate le immagini di Google Earth il ponte fungeva da strada e, a parte la strana struttura al suo fianco, non è ancora chiaro perchè abbiamo deciso di scrivere in suo proposito…

Se passiamo invece sul Bird’s Eye View di Live Maps, vediamo subito che cosa rende questo ponte così speciale! La sezione centrale della strada è contenuta nella leva massiccia che gira verso l’alto, tirando la parte centrale del ponte a 90 gradi in area! (Foto dalla strada)

Potete anchè vedere che a causa della posizione della leva dondolante del ponte, c’è un grande spazio vuoto nel manto stradale quando il ponte è in posizione aperta. Questo vuoto viene riempito dalla leva quando il ponte è riservato al traffico su ruote e la leva contiene anche la segnaletica stradale.

Costruito nel 2000, il Slauerhoffbrug è una specie di ponte levatoio, però con il cantilever inclinato su un lato. Apparentemente fu progettato in questo modo per poter costruire, accanto alla strada, il meccanismo senza dover interrompere il flusso di traffico – almeno fino a pochi giorni prima della fine della costruzione.

Grazie mille a: Wojtek Kutyla.

I ponti per nessuna parte

Posted by Alexei, Martedì, 4 Novembre 2008

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Gli autisti che viaggiano sul raccordo A10 in Amsterdam possono essere perdonati per ogni tipo di confusione provata alla vista di questa sezione incompleta del ponte autostradale.

Non siamo sicuri di sapere che cosa sia successo – forse la squadra dei costruttori è andata a ‘fumare‘ una sigaretta un venerdì pomeriggio e non si è mai ricordata di cosa dovevano finire di costruire…

Nel frattempo in Teheran una situazione simile sembra giungere ad una fine. Abbiamo sentito dire che questo ponte è rimasto sconesso da qualsiasi altra cosa per almeno 8 anni, ma i lavori attualmente visibili sul lato nord potrebbero significare che finalmente un giorno potrà essere utilizzato. Rimane sempre un pò il quesito se guidare o meno verso il lato sud…

Fateci sapere se trovate altri ponti abandonati.

Grazie: Asmir Babaca e Mazi.

Il ponte traballante

Posted by Alexei, Lunedì, 27 Ottobre 2008

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No, non quello lì – questo ponte all’avanguardia si trova in Giappone ed è davvero molto traballante! In pratica è dentellato a causa della sua traballanza d’avanguardia!

E’ così traballante che è accessibile esclusivamente ai “veicoli traballanti”, appositamente costruiti e customizzati a mano, che “tremano” lungo il ponte nel tentativo di prevenire gli ingorgi stradali.

Come succede a volte con alcune brillanti invenzioni Giapponesi, può capitare che qualcuno si renda conto di quanto sia geniale questo progetto, al punto da rinominarlo con un nome tipo “Ponte Paradiso”, e decida di portarlo nel mondo occidentale nel giro dei prossimi 3 anni circa.

Grazie: gamma.

Lindisfarne (Settimana delle Isole 3)

Posted by Alexei, Mercoledì, 10 Settembre 2008

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Questa è la Terza Settimana delle Isole su GSS, che significa che pubblicheremo articoli sulle isole. Per una settimana circa.

Lindisfarne è un’isola tidale, fuori dalla costa nord-est dell’Inghilterra, che, grazie alla presenza di un monastero del VIImo secolo, è conosciuta anche come l’Isola Sacra.

La strada che connette Lindisfarne alla terraferma viene allagata 2 volte al giorno dalla marea (potete vedere il segno dell’alta marea in questa sezione della strada), e dunque gli autisti devono stare attenti quando iniziano ad attraversare. I posti di rifugio sono allestiti per le macchine, nel caso fossero circondate dall’acqua alta.

Prima dell’invenzione delle macchine le persone, che volevano raggiungere il monastero, dovevano attraversare la sabbia a piedi durante la bassa marea. Ancora oggi possiamo vedere i segni che mostravano questo percorso, conosciuto come La strada dei pellegrini, possiamo anche vedere delle piccole scatole per il rifugio di coloro che scelsero un momento stupido per tentare l’attraversamento.

Ecco la seconda scatola di rifugio sulla Strada dei Pellegrini, ma seguendo i segni la gente non si vede, forse perchè una larga parte della strada è ora sott’acqua.

Dove la Strada dei Pellegrini finalmento arriva a toccare la terra, troviamo un bel moderno labirinto di, umm… qualcosa, e a sud da qui finalmente arriviamo alle antiche rovine del monastero dell’isola.

A est del monastero, possiamo vedere un piccolo castello di Lindisfarne e le fornaci del vecchio castello, che ora sono sotto il patronato del National Trust e sono aperte alle visite.

Ovunque sull’isola ci sono dei monumenti, qualche sezione spettacolare della costa, tanta sabbia, e c’è anche un lago.

Maggiori informazioni sull’isola Lindisfarne le potete trovare su Wikipedia, oppure date un’occhiata a questo PDF delle attrazioni isolane.

Grazie speciale: Spamboy.

Le pietre petrolifere

Posted by Alexei, Venerdì, 5 Settembre 2008

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Le Pietre petrolifere, 50 km fuori dalla costa dell’Azerbaigian, in effetti è una piccola cittadina costruita da piattaforme petrolifere connesse con delle zone residenziali, tutto sopra delle roccie, degli ammassi di sabbia e del terreno artificiale.

Nel lontano 1949, le Pietre petrolifere era il luogo della prima impresa d’estrazione petrolifera fuori dalla costa, essa ebbe successo nel mondo e durante gli anni Sessanta ogni anno venivano estratte 21 millioni di tonnellate di petrolio.

Certamente, il livello d’estrazine non poteva durare per sempre, e la qualità e la quantità di petrolio cominciò a calare negli anni Ottanta. Con questo, il mantenimento delle piattaforme e delle strade di collegamento è finito, e ad oggi circa un terzo dei pozzi è o non-operativo oppure non-raggiungibile e tante strade di collegamento sono state sommerse.

Nonostante le condizioni, le piattaforme contano ancora una popolazione di circa 5 mila persone che lavorano fuori costa a turni settimanali, e collettivamente producono più della metà dell’intera estrazione del grezzo in Azerbaigian.

Alcune delle sequenze del film di James Bond, Il mondo non basta, quando i terroristi utilizzano una sega gigante per tagliare gli oleodotti, sono state girate qui.

C’è una storia dettagliata in Inglese su window2baku.com, la Wikipedia inglese raccoglie un paio di fatti interessanti, e poi guardate la foto dei ponti collegati su travel-images.com.

Grazie: Samir Aliyev.

Torri di Tinsley

Posted by Alexei, Giovedì, 4 Settembre 2008

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Il viadotto di Tinsley è un doppio ponte autostradale in Sheffield, Inghilterra; il primo di questo tipo nel Regno Unito. Porta l’autrostrada M1, con una sezione lunga 1033 metri, sopra la Don Valley, ed è uno dei luogi di maggiore attrazione di Sheffield. Putroppo non c’è tanto da vedere dal punto in cui stiamo.

Ma, fortunatamente per noi, il viadotto di Tinsley passa vicino alle torri di Tinsley, un fantastico paio di torri di refrigerazione. A causa dell’estrema vicinanza al viadotto sono state lasciate al loro posto quando la centrale elettrica fu demolita negli anni Settanta.

Come può capitare, “estrema vicinanza” è una dichiarazione un pò eufemistica – la torre più vicina sta a soli 12 metri da M1!

In realtà, temo che sarebbe più corretto dire “stava”.

In seguito agli anni di lavori di rinforzamento del viadotto (e presumibilmente all’avanzamento delle tecnologie di demolizione), le torri finalmente sono state buttate giù1 nelle prime ore di domenica 24 agosto. Guardate il video di questa demolizione spettacolare sulla BBC.

Grazie: Radio 2 e super informativo Jonathan Rawle.


  1. Nonostante alcune campagne per salvarle, tra le quali anche un tentativo fantasioso di considerarle come una sorta di “installazione artistica”. 

Millennium Bridge a Londra

Posted by Alexei, Giovedì, 28 Agosto 2008

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Il primo attraversamento pedonale del Tamigi in più di cento anni, il Millennium Bridge è stato concepito come una parte del Millennium Project. Aperto il 10/06/2000 ed chiuso solo 3 giorni dopo l’apertura, quando si è capito che la grande quantità di persone che vi passavano causavano l’oscillazione nausebonda dell’intera struttura…

Le piccole vibrazioni naturali del ponte inizialmente incoraggiavano i pedoni a camminare in sincrono con il movimento – cosa che di fatto amplificava solo l’effetto. Le vibraizioni apparivano già quando sul ponte c’erano relativamente poche persone, e quando le persone erano 2 mila, il traballo diventava abbastanza drammatico.

Movimenti laterali di questo tipo sono molto conosciuti (anche perché hanno causato il collasso completo del ponte Tacoma Narrows negli Stati Uniti) – però questo moto armonico causato dai pedoni non è stao tenuto in conto durante l’analisi del ponte prima della costruzione.

Il Millenniunm Bridge è stato chiuso dal giugno 2000 fino al febbraiio 2002, e nonostante i problemi siano stati risolti, rimarrà per sempre conosciuto con il nome di The Wobbly Bridge (Il ponte traballante).

Maggiori informazioni sul Millennium Bridge di Londra le potete trovare, come sempre, su Wikipedia.

Grazie: Rory e Tim.

Tre sorelle a Pittsburgh

Posted by Alexei, Domenica, 10 Agosto 2008

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No, non siete voi che vedete triplo – queste sono le Tre sorelle di Pittsburgh, un trio di ponti sospesi quasi identici eretti uno vicino all’altro sul fiume Allegheny.


Rachel Carson (Ponte della Ninth Street)

Tutti e 3 sono stati costruiti tra il 1924 e il 1928 da una compagnia dal nome competente, American Bridge Company e non sono solamente l’unico trio di ponti quasi identici, ma anche i primi ponti sospesi ancorati su se stessi negli Stati Uniti.


Andy Warhol (Ponte della Seventh Street)

I ponti della Ninth e della Seventh Street portano i nomi di Rachel Carson e Andy Warhol, entrambi nati a Pittsburgh, mentre quello della Sixth Street fu chiamato Roberto Clemente, per il giocatore di baseball che giocava nella squadra Pittsburgh Pirates nel vicino stadio PNC Park.


Roberto Clemente (Ponte della Sixth Street)

Grazie al servizio di Street Views possiamo non solo vedere che aspetto hanno quando sei su di loro, ma possiamo anche provare l’emozione di attraversare il ponte della Sixth street e vedere gli altri due.

Grazie: Nitehawk. Maggiori informazioni sulle Tre Sorelle le potete trovare su Wikipedia inglese.

Guardate i nostri post precedenti sull’ombra del ponte doppio, sul ponte mancato e Tre Sorelle in Australia.