Tutti luoghi nella categoria 'Stranezze'

Google Sightseeing ti porta a fare un giro del mondo visto dal satellite, utilizzando il programma gratuito Google Earth, oppure Google Maps nel tuo browser. Ogni giorno vi presento nuovi, strani e affascinanti luoghi proposti dai lettori.

Alexei

L’equatore

Posted by Alexei, Lunedì, 16 Novembre 2009

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La settimana scorsa abbiamo parlato del meridiano di Greenwich e oggi diamo un’occhiata allo zero globale: l’equatore

Nonostante la sua lunghezza, superiore ai 40 mila km, sorprendentemente ci sono pochissime città sulla sua linea – la maggior parte della sua lunghezza passa per l’oceano, mentre sulla terra attraversa grandi territori di foreste tropicali.

Equatore

Iniziamo il nostro viaggio, in modo piuttosto appropriato, da un paese che prende il nome dalla sua posizione: l’Ecuador. Forse il monumento più famoso che marca l’equatore è Mitad del Mundo (Metà del Mondo), appena fuori dalla capitale Quito. Di questi tempi, i turisti, atrezzati di GPS, spesso si allarmano quando scoprono che il vero zero si trova a 240 metri a nord dalla linea sulla terra.

Mitad del Mundo

Tutto sta in quali dati di mappe1 state usando: la Global Positioning System, insieme con la maggior parte delle mappe online, utilizza la WGS84. Dunque, così come il meridiano Greenwich si trova a 100 metri dalla longitudine 0° del GPS, l’equatore del GPS (evidenziato in rosso nell’immagine sotto) si trova un pochino più a nord rispetto la linea della Mitad del Mundo (linea blu).

Un po’ più a nord-est del monumento ufficiale Mitad del Mondo c’è un piccolo museo privato chiamato Inti-Ñan, che dichiara di essere sul “vero” equatore. E’ vero, ma solo secondo l’obsoleto sistema dati chiamato SAD69 (linea gialla). Il vostro GPS non mostrerà lo zero finché non avrete oltrepassato la strada principale all’esterno.

3 equatori

Attraversando l’Ecuador, verso Est, arriviamo al punto più alto dell’equatore, nonché l’unico punto sulla linea ricoperto perennemente di neve: Volcán Cayambe. La cima, che sta nell’emisfero settentrionale, è alta 5790 m.s.l.m.; invece il punto più alto dell’equatore è alto circa 1110 metri di meno.

Volcán Cayambe

Sull’altro lato dell’America Meridionale, nella città di Macapá in Brasile, troviamo uno stadio di calcio, presumibilmente costruito proprio sull’Equatore, con metà del campo in entrambi gli emisferi. Questo è lo Estádio Milton Corrêa, meglio conosciuto come Zerão (”Grande Zero”) ed è solo un po’ rovinato dal fatto che che l’equatore, secondo WGS84, in realtà passa fuori dal lato sud dello stadio. A poca distanza verso est, lungo l’Avenida Equatorial, c’è il monumento Marco Zero.

Stadio Zerão Marco Zero

Ora attraversiamo l’Atlantico in direzione dell’Africa. Una destinazione turistica famosa in Kenya è questa piazzola fuori da Nanyuki, dove un segno, con la freccia, segna la direzione per l’equatore. In questo caso è abbastanza accurato, trovandosi a soli circa 20 metri a sud dalla linea WGS84. Certamente qui potrete trovare alcuni abitanti locali, dallo spirito intraprendente, pronti, per pochi euro, a “mostrarvi” come l’acqua scende nello scarico incurvandosi in direzione opposta dai due lati della linea. In ogni caso, si tratta di una leggenda urbana e la dimostrazione sta tutto in un gioco di prestigio.

Nanyuki kenya

La nostra ultima meta è in Indonesia, a Pontianak sull’isola di Borneo. Costruito nel 1990, il Monumento Equator è una copia del monumento eretto negli anni Venti dai topografi Olandesi. Quello attuale è 5 volte più grande rispetto all’originale, ma c’è sempre un po’ di disappunto nel notare che si trova a 120 metri a nord, secondo il GPS.

pontianak

E adesso una bizzarria di Google! Se cercate il punto di coordinate “0,0″, probabilmente vi aspettrete di trovarvi all’incrocio tra l’equatore e il meridiano di Greenwich, al largo della costa occidentale dell’Africa. Invece l’indirizzo ottenuto è decisamente inaspettato: 23208 Glenbrook St, St Clair Shores, Michigan. Ma davvero questo vicinato senza pretese è il vero centro dell’universo?

0,0 address glenbrook


  1. Il dato è un semplificato modello matematico della Terra utilizzato come base per creare le mappe. 

Il cestino per acquisti più grande del mondo

Posted by Alexei, Martedì, 27 Ottobre 2009

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Gli automobilisti che percorrono la State Route 16, attraversando Licking County in Ohio, possono essere perdonati quando pensano di essere al volante da troppo tempo quando vedono un cestino per gli acquisti gigante apparire all’orizzionte.

Cestino gigante

Comunque non si tratta di un’allucinazione indotta dalla guida — è il quartier generale della Longaberger Company, famosa per i suoi cestini di legno fatti a mano. Il suo fondatore, Dave Longaberger, era un uomo con un sogno — e in questo sogno era compreso di andare al lavoro dentro a un cestino di 7 piani. Quando altri uomini gli dissero che questo non era possibile, lui rispose: “Se possono mandare un uomo sulla luna e poi riportarlo a casa, allora possono anche costruire un palazzo a forma di cestino”. E aveva ragione.

Longaberger HQ

L’edificio è costato 30 millioni di dollari e ci sono voluti più di 2 anni per la costruzione; è stato completato nel Dicembre del 19971. I numeri sono impressionanti: il palazzo prende la forma da un modello in scala 160:1 del prodotto più venduto di Longaberger, cestino Medium Market Basket, le cui misure sono 60 metri di lunghezza e 30 metri d’altezza. La struttura è fatta d’acciaio, rivestita da stucco disegnato per creare l’effetto di un cestino (che sembra confondere la tecnologia dell’oscuramento dei volti delle Street Views!). Le maniglie sono lunghe 100 metri, pesano 75 tonnellate ciascuna e sono persino riscaldate durante l’inverno per prevenire la formazione del ghiaccio e la sua possibile caduta sul tetto di vetro. (Inoltre, creano una simpatica ombra). Sul lato dell’edificio, replicando le etichette presenti sui cestini normali, ci sono delle giganti targhe, che pesano 340 chili ognuna e sono ricoperte da fogli d’oro.

Oscuramento Ombra

Questo, tuttavia, non è l’unico cestino gigante da questi parti. Nel vicino Dresden2, dove è stata fondata l’azienda Longaberger, c’è un cestino da picnic lungo 14 metri, fatto di vero legno di acero. Purtroppo, le immagini non sono in risoluzione così alta da vederlo in tutta la sua gloria (crediamo che sia questo), ma potete vedere le immagini qui. E nel Longaberger Homestead, un kitsch outlet di vecchi tempi, nel Frazeysburg, si trova un gigante cestino di mele. Di nuovo, le immagini non sono buone, perciò non perdetevi queste fotografie (mele giganti comprese!)

Dresden homestead

Maggiori informazioni sulla creazione del quartier generale di Longaberger le potete trovare su Elevator World, oppure visitate il sito ufficiale.


  1. Purtroppo, Dave Longaberger si è ammalato di tumore quando l’edificio è stato completato ed è morto nel 1999. I suoi ambiziosi piani di costruire altri palazzi a forma di cestini sono stati apparentemente archiviati dalla seguente generazione dei Longaberger, che ora gestiscono l’azienda. 

  2. Che si auto-chiama con il nome di Basket Village USA

Nastro di buchi

Posted by Alexei, Lunedì, 14 Settembre 2009

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Nel Perù sud-occidentale, su una pianura di nome Cajamarquilla, c’è un nastro di buchi.

 

Questo nastro di buchi, di diverse misure e profondità, corre per più di 1 kilometro tra le roccie brulle, con occasionali pause, tuttavia né il popolo locale né gli archeologi hanno delle spiegazioni. Si è ipotizzato che potessero essere luoghi di stoccaggio del grano o di sepoltura, ma nessuna delle 2 teorie ha passato l’esame.

Informazioni e immagini possono essere trovate qui. Qual è la vostra teoria?

E non perdete questi misteri peruviani pubblicati in precedenza su Google Sightseeing Italiano.

Grazie: Remko Jansen e Andrew.

Stranezze militari cinesi

Posted by Alexei, Lunedì, 7 Settembre 2009

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Non sono tanti i luoghi che riescono a sorprenderci qui su Google Sightseeing, ma questo ci ha lasciato perplessi. Nella remota area deserta della provincia di Gansu, nella Cina settentrionale, si trova questa composizione misteriosa, che sembra un labirinrto.

maze

Le “strade” sono grandi circa 20 metri e tutto il disegno occupa un rettangolo dalle misure di 1 km x 1.8 km, allineato da nord a sud ed è cosi acutamente definito che sembra quasi sovraimposto sull’immagine. Se zoommate avanti, però, potete vedere che le linee sono veramente lì sulla terra.

terrain

Esplorando l’area intorno, le cose diventano ancora più strane. Ad un piccola distanza ad ovest c’è qualcosa che sembra essere una serie di piste nelle varie fasi di riparazione. Ma dove sono gli edifici relativi e le strade d’accesso?

pista1 pista2

Sul lato nord della pista pare che ci siano dei crateri da bombe. Forse queste piste false sono state costruite come bersagli per il bombardamento aereo? Anche questi misteriosi edifici con i tetti blu sembrano essere stati bombardati.

crateri tetti blu

Ancor più verso ovest, che cos’è? Un altro grande labirinto rettangolare, che però appare vecchio e sbiadito. E subito oltre… un ordine circolare di veicoli, aeroplani e… altra roba, sistemata a forma di stella a 12 punte. Un altro bersaglio? La trama si infittisce!

vecchio labirinto bersaglio

Per dire la verità, possiamo fare una settimana intera di post di roba strana trovata qui. Cosa sono queste forme sospettosamente regolari che riempono i letti dei fiumi seccati, con segni di scavi e tracce di veicoli? Sono solamente dei giganti sacchi di sabbia riempiti e poi portati qui per qualche lavoro di costruzione? Se è così, qui ce ne sono migliaia!

sacchi di sabbia sacchi di sabbia2 sacchi di sabbia3

Se qualche lettore ha delle teorie (o qualcuno dell’armata militare cinese ci sta leggendo!) a noi piacerebbe tantissimo conoscerle. L’unica cosa che sappiamo, grazie alle immagini storiche di Google Earth, è quando fu costruito il “labirinto” nella prima miniatura. Una fotografia scattata il 14 aprile 2005 lo mostra parzialmente completo e fu completato in toto per il 30 maggio.

lavori in corso

Grazie: Garret.

La porta dell’inferno

Posted by Alexei, Mercoledì, 5 Agosto 2009

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Il cratere di gas naturale di Darvaza (Darwese) è un’anomalia perennemente fumante che si trova nell’isolato deserto di Karakum nel Turkmenistan. Conosciuto localmente come la “Porta dell’inferno”, un parente stretto del Pozzo di fuoco, è un’attrazione turistica poco conosciuta che brucia da almeno 30 anni.

crater

Sopra, vediamo (appena) un cratere di gas naturale, come un ardente punto rosso nel mezzo di un paesaggio altrimenti ordinario. Data la qualità bassa delle immagini satellitari di questa zona è addirittura sorprendente che qualcuno sappia che la “Porta dell’inferno” esiste. Ciò fa sorgere una domanda piuttosto esistenziale: se il cratere brucia nel mezzo del nulla, qualcuno lo può vedere?

crater2 crater

In realtà, un gruppo di geologi Russi ci si avvicinarono in prima persona nel 19711 quando la terra sotto la loro attrezzatura di trivellazzione crollò creando un abisso. Inviati nel deserto del Karakum dall’Unione Sovietica, stavano cercando gas naturale e hanno trovato talmente tanta roba che la raccolta diventò non sicura. A causa della minaccia dei gas nocivi per i villagi della zona, i gelogi decisero di infiammare il cratere che perdeva gas, finendo per accendere il più grande barbecue mai conosciuto dall’uomo.

Il cratere “Porta dell’inferno” è acceso da quei tempi e non da segni di smettere. Visibile da una grande distanza, il bagliore di questo fuoco eterno può essere visto addirittura nel layer City Lights di Google Earth.

City Lights City Lights Close Up

E’ molto brillante! I visitatori del Turkmenistan posso avventurarsi per vederlo in prima persona, ma non ci sono tour organizzati e dunque dovrete noleggiare un autista personale2.

Alcune fotografie veramente spettacolari di entrambi i crateri si possono trovare su questo sito fotografico, mentre un impressionante video della “Porta dell’inferno” si trova su YouTube.

Grazie: Cris Diaz e Marc Buma


  1. Su internet sono citate tre annate diverse, 1958, 1971 e 1986, come data di questa spedizione. Abbiamo scelto il 1971, riportato anche da Wikipedia, più che altro perché si trova tra le altre due. 

  2. Se vi avventurate davvero, mentre siete in zona, potete visitare anche un altro cratere, probabilmente collegato

Isola di North Sentinel

Posted by Alexei, Martedì, 7 Luglio 2009

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Abbiamo messo questo luogo sotto la categoria “India”, ma in realtà l’isola di North Sentinel non fa proprio parte del mondo come lo conosciamo noi.

sentinel

Nonostante si trovi a soli 40 km fuori dalla ben popolata isola di Andaman Meriodionale, l’isola di North Sentinel è la casa della probabilmente ultima tribù “non contattata” della Terra. Gli isolani sono ferocemente indipendenti e hanno evitato tutti i tentativi di contatto con loro, però nel 1991 alcuni intrepidi Sentinelesi sono arrivati a riceveri gli omaggi di cocco degli ufficiali del governo Indiano, che hanno approcciato l’isola in un cannotto. Loro sopravivono come cacciatori-raccoglitori, armati con archi e freccie appuntate con il metallo frugato dalla spazzatura, che arriva sulle loro coste.

Nessuno sa quante persone vivano sull’isola – la cifra del censimento ufficiale condotto nel 2001, sorvolando il cielo, era di 39, ma alcune stime arrivano fino a 400. La cosa che sappiamo per certo è che lo tsunami del Dicembre 2004 ebbe un impatto devastante sulla maggior parte della regione Andamano, senza escludere la North Sentinel. Per illustrare il dramma, confrontate queste 2 immagini:

sentinelbefore sentinelafter

La prima immagine, presa da Google Earth, è stata catturata prima dello tsunami (la data esatta non è stata registrata, ma era circa il 2000). La seconda immagine, scattata nell’Aprile del 2005 dal satellite Proba dell’Agenzia Spaziale Europea, mostra che la scogliera areale dell’isola è stata considerabilmente alzata, scoprendo vaste aree coralline e distruggendo una grande parte della laguna bassa.

Il governo Indiano, preoccupato che gli Sentinelesi1 fossero tutti sterminati dal disastro, mandò un elicottero per investigare. Hanno scoperto che almeno alcuni isolani sono vivi e pieni d’energia – quando l’elicottero si è avvicinato troppo è stato attaccato con pietre e frecce. Rimane da vedere come gli abitanti affrontano i danni del loro ecosistema, ma almeno saranno lasciati in pace: l’attuale posizione ufficiale del governo Indiano è di non procedere con ulteriori tentativi di contattare o “assimilare” gli isolani, dunque anche se rimangono sulla carta “Indiani”, sono ancora essenzialmente non toccati dal mondo esterno.

Maggiori informazioni a proposito dell’isola e del suo popolo le potete trovare su Wikipedia e su EVS-Islands, che offre anche un’eccellente mappa.


  1. Loro sono conosciuti anche come Sentineli, sebbene nessuno ovviamente sappia come si chiamino tra di loro. 

Lago Peigneur

Posted by Alexei, Mercoledì, 13 Maggio 2009

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Prima del 1980, il lago Peigneur in Louisiana era un lago d’acqua dolce con una profondità di 3 metri, ma a causa di un, molto improbabile, disastro umano oggi è un lago d’acqua salata profondo 60 metri.

Nella mattina del 20 Novembre 1980 un gruppo di operai della Texaco Fuel Company, che trivellavano il lago alla ricerca di petrolio, inavvertitamente hanno perforato il fondo del lago fino alla parte superiore della miniera di sale Diamond Crystal Salt Mine, che si trovava sotto. L’acqua cominciò di versarsi rapidamente nella caverna, lasciata dai lavori minerari, e per poco la crepa, in espansione, non ha inghiottito tutto il lago, la piattaforma di trivellazione e 11 chiatte1!

sinkhole

Le chiatte tirate nella crepa

L’aspirazione creata dalla crepa è stata così potente che è effettivamente riuscita a rovesciare il flusso del canale Delcambre, un condotto di 20 km che porta al Golfo del Messico. Una volta svuotatosi il lago, l’afflusso, proveniente da questo canale, creò una cascata di 50 metri, la più alta cascata dello stato del Louisiana.

canale delcambre

Miracolosamente, tutti coloro che si trovavano nelle vicinanze della crepa, nonché i 55 lavoratori della miniera allagata, sono riusciti a scappare da una morte imminente. 9 delle 11 chiatte sono “saltate” fuori sulla superficie non appena la pressione dell’acqua si è pareggiata!

Sebbene la Texaco non fu mai accusata di negligenza a causa di completa assenza di prove2, la Diamond Salt Company ha comunque ottenuto 32 millioni di dollari con un accordo privato. Non c’è bisogno di dire che non sono mai più tornati nel business delle miniere di sale.

Grazie: Gerald Talley e Terry Foster. Maggiori informazioni a proposito del Lago Peigneur sono disponibili su Wikipedia Inglese.


  1. Guardate il filmato del disastro su Youtube. 

  2. Niente lago, niente miniera, niente prove! 

Proprio quando pensavate di essere al sicuro…

Posted by Alexei, Lunedì, 11 Maggio 2009

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Headington, un sobborgo della famosa città universitaria di Oxford, è l’unico habitat conosciuto dello squalo aereo, un predatore raro ma molto pericoloso che scende in picchiata sulle ignare vittime, da altezze superiori ai 500 metri. Incredibilmente, la macchina delle Street Views è riuscita a documentare le conseguenze del terrificante attacco dello squalo aereo!

squalo

Va bene, va bene, abbiamo inventato tutto! Lo squalo, lungo 7 metri e mezzo, in verita è fatto di fibre di vetro1 ed è stato conficcato nel tetto del civico 2 sulla New High Street nel 1986, in nome dell’arte. Bill Heine, che ha ordinato la scultura ed è ancora il proprietario della casa, dice che l’ha fatto “per rappresentare qualcuno, che, totalmente impotente e squarciando un tetto, al di là del sentimento di impotenza, di rabbia e di disperazione… rimanda a concetti come: CND, energia nucleare, Černobyl’ e Nagasaki.”

squalo2

Da allora lo squalo è diventato un’attrazione locale, ma è sopravissuto per un pelo: subito dopo essere stato eretto, la City Council di Oxford ha deciso che non è consentito conficcare uno squalo nel proprio tetto senza un permesso e ha ordinato di rimuoverlo. Bill è ricorso in appello e, in un raro caso di dimostrazione di senso comune, l’amministrazione ha deciso che lo squalo poteva rimanere al suo posto2.

Purtroppo, quando è stata scattata l’immagine per le Street Views, il palazzo era coperto dall’impalcature. Per vederlo in tutto il suo splendore dovete andare sul sito ufficiale dello squalo.

Grazie: Cyan e Julian.


  1. Purtroppo lo squalo non ha la testa, dato che lo spazio interno del palazzo è occupato dalla struttura di supporto. 

  2. I documenti ufficiali in Inglese (file PDF) offrono una lettura bizzarramente divertente con il Segretario di Stato che con cautela pronuncia che “Non è in discussione che lo squalo sia una grande e prominente attrazione per il panorama stradale”.