L’equatore
La settimana scorsa abbiamo parlato del meridiano di Greenwich e oggi diamo un’occhiata allo zero globale: l’equatore
Nonostante la sua lunghezza, superiore ai 40 mila km, sorprendentemente ci sono pochissime città sulla sua linea – la maggior parte della sua lunghezza passa per l’oceano, mentre sulla terra attraversa grandi territori di foreste tropicali.
Iniziamo il nostro viaggio, in modo piuttosto appropriato, da un paese che prende il nome dalla sua posizione: l’Ecuador. Forse il monumento più famoso che marca l’equatore è Mitad del Mundo (Metà del Mondo), appena fuori dalla capitale Quito. Di questi tempi, i turisti, atrezzati di GPS, spesso si allarmano quando scoprono che il vero zero si trova a 240 metri a nord dalla linea sulla terra.
Tutto sta in quali dati di mappe1 state usando: la Global Positioning System, insieme con la maggior parte delle mappe online, utilizza la WGS84. Dunque, così come il meridiano Greenwich si trova a 100 metri dalla longitudine 0° del GPS, l’equatore del GPS (evidenziato in rosso nell’immagine sotto) si trova un pochino più a nord rispetto la linea della Mitad del Mundo (linea blu).
Un po’ più a nord-est del monumento ufficiale Mitad del Mondo c’è un piccolo museo privato chiamato Inti-Ñan, che dichiara di essere sul “vero” equatore. E’ vero, ma solo secondo l’obsoleto sistema dati chiamato SAD69 (linea gialla). Il vostro GPS non mostrerà lo zero finché non avrete oltrepassato la strada principale all’esterno.
Attraversando l’Ecuador, verso Est, arriviamo al punto più alto dell’equatore, nonché l’unico punto sulla linea ricoperto perennemente di neve: Volcán Cayambe. La cima, che sta nell’emisfero settentrionale, è alta 5790 m.s.l.m.; invece il punto più alto dell’equatore è alto circa 1110 metri di meno.
Sull’altro lato dell’America Meridionale, nella città di Macapá in Brasile, troviamo uno stadio di calcio, presumibilmente costruito proprio sull’Equatore, con metà del campo in entrambi gli emisferi. Questo è lo Estádio Milton Corrêa, meglio conosciuto come Zerão (”Grande Zero”) ed è solo un po’ rovinato dal fatto che che l’equatore, secondo WGS84, in realtà passa fuori dal lato sud dello stadio. A poca distanza verso est, lungo l’Avenida Equatorial, c’è il monumento Marco Zero.
Ora attraversiamo l’Atlantico in direzione dell’Africa. Una destinazione turistica famosa in Kenya è questa piazzola fuori da Nanyuki, dove un segno, con la freccia, segna la direzione per l’equatore. In questo caso è abbastanza accurato, trovandosi a soli circa 20 metri a sud dalla linea WGS84. Certamente qui potrete trovare alcuni abitanti locali, dallo spirito intraprendente, pronti, per pochi euro, a “mostrarvi” come l’acqua scende nello scarico incurvandosi in direzione opposta dai due lati della linea. In ogni caso, si tratta di una leggenda urbana e la dimostrazione sta tutto in un gioco di prestigio.
La nostra ultima meta è in Indonesia, a Pontianak sull’isola di Borneo. Costruito nel 1990, il Monumento Equator è una copia del monumento eretto negli anni Venti dai topografi Olandesi. Quello attuale è 5 volte più grande rispetto all’originale, ma c’è sempre un po’ di disappunto nel notare che si trova a 120 metri a nord, secondo il GPS.
E adesso una bizzarria di Google! Se cercate il punto di coordinate “0,0″, probabilmente vi aspettrete di trovarvi all’incrocio tra l’equatore e il meridiano di Greenwich, al largo della costa occidentale dell’Africa. Invece l’indirizzo ottenuto è decisamente inaspettato: 23208 Glenbrook St, St Clair Shores, Michigan. Ma davvero questo vicinato senza pretese è il vero centro dell’universo?
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Il dato è un semplificato modello matematico della Terra utilizzato come base per creare le mappe. ↩





















